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Il FMI avverte per la crescita della zona euro

Il FMI avverte per la crescita della zona euro

Il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le sue previsioni per la crescita globale di quest’anno e ha esortato la Banca centrale europea ad aumentare la liquidità al fine di evitare una più profonda crisi della zona euro. Lo fa sapere il quotidiano britannico The Daily Telegraph, citando un rapporto che è trapelato ad esso.

Secondo il FMI, l’economia in Italia si contrarrà del 2,2% , mentre in Spagna del 1,7%. Le misure di austerità fiscale hanno spinto più in giù il paese e hanno portato le banche a ridurre i prestiti. La ripresa globale è minacciata da crescenti tensioni nella zona euro, secondo un outlook che dovrebbe essere pubblicato la prossima settimana. La crescita del PIL mondiale dovrebbe essere tagliata dal 4% al 3,3%, con delle revisioni drastiche soprattutto per una serie di paesi dell’Europa meridionale.

La zona euro nel suo complesso si contrarrà dello 0,5%, in calo dalla previsione di crescita dell’1,1% che era stata fatta durante l’ultima previsione del Fondo, nel mese di settembre, una prospettiva decisamente negativa.

Per quanto riguarda la Gran Bretagna, il paese inglese dovrebbe cavarsela con una crescita dello 0,6%, leggermente inferiore alla previsione dello 0,7% fatta dallo UK Office for Budget Responsibility. Il prossimo anno invece la crescita sarà del 2% . Gli Stati Uniti e la Cina rimangono i due principali blocchi di crescita dell’economia mondiale, secondo il giornale. Il Fondo prevede che gli Stati Uniti cresceranno ad un tasso del 1,8%, mentre la Cina dovrebbe crescere ad una quota del 8,2%, in calo rispetto alla previsione del 9%.

La sfida più immediata a livello politico è quella di ristabilire la fiducia e di porre fine alla crisi dell’area dell’euro, sostenendo la crescita. Il FMI ha incoraggiato la BCE a continuare a muoversi verso una politica monetaria che sia più accomodante, al fine di evitare il rischio di una forte stretta creditizia per le banche europee.

La Banca Mondiale e la situazione economica, parte 2

La Banca Mondiale e la situazione economica, parte 2

La Banca Mondiale, che si sta occupando di studiare la crisi mondiale e che ha rivisto al ribasso le stime di crescita, ha detto di non aver, fino ad ora, visto soluzione per risolvere il problema degli ingenti debiti e dei deficit del Giappone e degli Stati Uniti, tanto che la loro crescita lenta potrebbe innescare degli urti improvvisi. Oltre a questo, le tensioni politiche in Medio Oriente e in Nord Africa potrebbero interrompere le forniture di petrolio e aggiungere un altro duro colpo alle prospettive di crescita globali.

Si dice che mentre l’Europa si stia muovendo verso una soluzione a lungo termine dei suoi problemi di debito, i mercati sono rimasti ancora deboli. A conti fatti, la Banca Mondiale ha dichiarato che le condizioni economiche globali sono fragili e che rimane una grande incertezza su come si evolveranno i mercati nel medio termine.

In tale contesto, i paesi in via di sviluppo sono ancora più vulnerabili di quanto non fossero nel 2008, perché si trovano ad affrontare dei flussi di capitale ridotti. Inoltre, molti paesi in via di sviluppo sono più deboli a livello finanziario e non sarebbero in grado di rispondere ad una nuova crisi in maniera vigorosa.

La crescita della Cina potrebbe contribuire a sostenere le importazioni e dà al paese un grande spazio fiscale per rispondere alle condizioni mutevoli del mercato, anche se nessun paese e nessuna regione economica sfuggirà alle conseguenze di una grave recessione. Ora è il momento per i paesi in via di sviluppo di pianificare le modalità di attenuazione dell’impatto di una potenziale crisi.

Tale grave crisi potrebbe manifestarsi in un ridotto flusso commerciali, ma anche con l’inversione dei flussi di capitale, rendendo difficile per i paesi dell’Europa dell’Est e dell’America Latina pagare i loro debiti in scadenza con tranquillità e una certa puntualità.

La Banca Mondiale e la situazione economica

La Banca Mondiale e la situazione economica

In un rapporto sul taglio delle aspettative di crescita economica mondiale, la Banca Mondiale ha detto che l’Europa è probabilmente già in recessione. Se la crisi del debito dell’area dell’euro dovesse ancora crescere, le previsioni economiche globali sarebberoi notevolmente inferiori.La crisi del debito sovrano nella zona euro sembra essere contenuta, secondo Lin, il capo economista della Banca Mondiale, tuttavia, il rischio di un congelamento globale dei mercati e di una crisi mondiale simile a quella che è successa nel settembre 2008, sono reali.

La Banca mondiale prevede una crescita economica mondiale del 2.5% nel 2012 e del 3.1% nel 2013, ben al di sotto della crescita del 3.6% che era stata stimata a giugno. Ora la cosa importante pensare non è la lentezza della crescita, ma il deterioramento della stessa.

La Banca Mondiale ha infatti detto che se l’area dell’euro dovesse avere una crisi ancora più grande, allora la crescita globale sarebbe inferiore di circa 4 punti percentuali. E’ previsto che le economie ad alto reddito si espanderanno solo del 1.4% nel 2012 , mentre l’area euro si contrarrà dello 0.3%.

Le previsioni di crescita per le economie in via di sviluppo sono state tagliate al 5.4% per il 2012 , mentre la precedente previsione era del 6.2%. La Banca Mondiale ha detto che l’espansione in Brasile e in India e, in misura minore, in Russia, in Sud Africa e in Turchia, ha già rallentato.

Si vedrà inoltre una leggera ripresa della crescita nelle economie in via di sviluppo, che dal 2013 arriverà al 6%. Ma secondo il rapporto ha detto che le minacce alla crescita sono in continuo aumento, il che suggerisce che le prospettive sono ancora molto incerte.

La recessione in Europa è più debole crescita nei paesi emergenti, il che aumenta il rischio che i due sviluppi si rafforzeranno l’un l’altro, il che alla fine determinerà un risultato ancora più debole, sempre secondo la Banca Mondiale.

In Inghilterra i mutui costano di meno, dunque il settore immobiliare può crescere, parte 2

In Inghilterra i mutui costano di meno, dunque il settore immobiliare può crescere, parte 2

Continuando a parlare di banche e di settore immobiliare nel Regno Unito, vediamo che tra le banche più convenienti, alla fine, risulta esserci la scozzese Halifax, istituto di credito che ha contribuito a sostenere la domanda in un momento difficile del mercato. La caduta dei prezzi delle case e i tagli ai tassi dei mutui negli ultimi anni hanno determinato un significativo miglioramento nella economicità alloggi per coloro che sono in grado di aumentare il deposito necessario per richiedere un finanziamento.

I pagamenti ipotecari per un mutuatario tipico, prima casa, ora è al minimo dal 1997, in proporzione al reddito. Il netto miglioramento nella economicità è stato un fattore chiave a sostegno della domanda di case nel 2011, fattore fondamentale per l’economia e per una ripresa della stessa. La prospettiva che i tassi base da parte della banca di Inghilterra verranno tenuti al minimo ancora nel prossimo futuro, almeno fino al 2016, dovrebbe mantenere la convenienza a livelli favorevoli anche in questo anno. Questo dovrebbe sostenere il mercato nei prossimi 12 mesi, contribuendo a compensare l’impatto delle pressioni negative dovute alla crisi economica delle famiglie, sia per quanto riguarda le finanze che per l’incertezza sulle prospettive economiche.

Nonostante le occasioni diventano sempre più accessibili, sono state espresse delle preoccupazioni sul fatto che i mutuatari si troveranno ad affrontare una lotta più grande per poter soddisfare degli stretti criteri di finanziamento quest’anno, nonostante la disponibilità più ampia di offerte di finanziamento. All’inizio di questo mese, infatti, la Banca d’Inghilterra ha detto che potrebbero esserci delle regole di prestito più severe.

In ogni caso il settore immobiliare è fondamentale in ogni paese e la richiesta di finanziamenti a tassi più agevolati permette di avere un interessante modo per investire il proprio denaro. L’acquisto di case è fondamentale per indicare il benessere di un paese. Certo, ci sono anche altri fattori, come i consumi quotidiani, ma il settore immobiliare è stato un fattore critico e chiave della crisi, sia negli USA che in zona euro.

In Inghilterra i mutui costano di meno, dunque il settore immobiliare può crescere

In Inghilterra i mutui costano di meno, dunque il settore immobiliare può crescere

Le rate del mutuo, per i nuovi mutuatari di Gran Bretagna e Scozia, hanno raggiunto i loro livelli più convenienti da 14 anni a questa parte, con i pagamenti che, in alcune zone della Scozia e dell’Inghilterra settentrionale, si trovano a meno di un quinto di quanto pagato precedentemente. Le rate del mutuo per i nuovi mutuatari, in media, è sceso nel corso del quarto trimestre 2011.

Questo segna la percentuale di interesse più bassa dalla primavera del 1997. Lo studio ha evidenziato una chiara spaccatura tra nord e sud, con le aree meno accessibili che si trovano ovviamente a Londra e nel sud-est. Kensington e Chelsea, a Londra, sono i distretti di Londra dove si ottengono ancora oggi i prestiti a tassi decisamente meno convenienti.

Le aree scozzesi di East Ayrshire, West Dunbartonshire e North Ayrshire, sono risultati i primi tre distretti più convenienti del Regno Unito. In tutto il paese, che secondo gli esperti si trova ad affrontare una nuova fase di recessione, le rate del mutuo sono quasi dimezzate, soprattutto in rapporto al picco che era stato registrato nel 2007. Anche i prezzi delle case sono scesi, insieme ai tassi ipotecari.

Su base regionale, la Scozia ha le case più accessibili nel corso dell’ultimo trimestre del 2011, mentre tra le case meno accessibili vediamo quelle a Londra, ma ovviamente dipende dalle zone. Yorkshire e Humberside, oltre che l’Irlanda del Nord, sono le zone in cui i pagamenti dei mutui sono più abbordabili, mentre i pagamenti nel sud-est sono tipicamente più alti e arrivano a coprire, per ogni rata, circa 1/3 del reddito.

Gli istituti di credito offrono oggi  alcuni dei tassi di interesse più economici in assoluto, dato che la Banca d’Inghilterra ha deciso di mantenere il tasso di base ad uno storico 0,5% , il minimo da diversi anni. Tale tasso sarà mantenuto ancora per diverso tempo.

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