FED, tassi di interesse invariati
La Federal Reserve, così come ci si attendeva, non ha ritoccato al rialzo i tassi di interesse relativi al mercato americano, che dunque continuano a rimanere al minimo storico, compresi in una forbice che va dallo 0% fino allo 0,25%. Secondo Ben Bernake, numero uno della banca centrale americana, “l’economia americana è in fase di ripresa ma non ci sono ancora i presupporti giusti per poter parlare di un aumento dei tassi di interesse”.
Che l’economia degli Stati Uniti sia in ripresa è vero, lo testimoniano infatti i vari dati macroeconomici, tutti positivi, che si stanno facendo registrare da un po’ di tempo a questa parte. In positivo, ad esempio, la possibilità di spesa da parte degli americani, che è aumentata, così come la loro propensione al risparmio. Non bisogna in ogni caso “cullarsi sugli allori”, dato che la spesa delle famiglie è ancora molto debole, a causa del minor prezzo delle case, della stretta sul reddito e a causa della perdita continua di posti di lavoro. E’ proprio questo il tanto dolente, dato che gli economisti prevedono che il tasso di disoccupazione possa tornare ad aumentare, fino a raggiungere la soglia del 10%. Ricordiamo che, contro tutte le attese, al disoccupazione era diminuita dal 9,5% di giugno 2009 al 9,4% di luglio 2009. Per la ripresa si parla addirittura di attendere il 2011, ma staremo a vedere.
Sono inoltre verso una tendenza al rialzo i prezzi, sia delle materie prime che del petrolio. Nonostante questo, fino ad ora, la FED sta controllando ottimamente l’andamento dell’inflazione.
La Federal Reserve fa inoltre sapere di voler prcoedere nell’acquisto di 300 miliardi di titoli di stato americani. La scadenza per il completamento dell’operazione è stata però prorogata di un mese, da settembre ad ottobre, per consentire un passaggio più morbido.
Rimaniamo in attesa di ulteriori sviluppi e di vedere come proseguirà l’andamento dell’economia USA.


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