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Che cosa è un quantitative easing? Parte 2

Che cosa è un quantitative easing? Parte 2

Nello scorso articolo abbiamo iniziato a parlare di quantitative easing, ovvero la creazione di denaro partendo da zero, al solo scopo di dare respiro all’economia in crisi. Quello che in molti si chiedono è se la crisi economica ha bisogno di un quantitative easing.

Abbiamo visto nello scorso articolo a conoscere il quantitative easing e abbiamo capito qual’è l’impatto su un dato paese. Ora la domanda è: la crisi economica attuale ha bisogno di un alleggerimento quantitativo? Ci sono molti aggiornamenti che arrivano dagli USA e dal governo britannico circa la possibile attuazione, nel prossimo futuro, di un nuovo piano di recupero qualora le cose non dovessero andare per il meglio.

Sicuramente ci si trova in una situazione difficile nell’affrontare il problema. In molti sperano che il governo degli Stati Uniti, questa volta, prenderà la decisione giusta per salvare milioni di posti di lavoro e per fare in modo che la crescita del paese possa tornare finalmente a salire.

Abbiamo dunque visto, in questo e nello scorso articolo il significato e l’importanza del Quantitative Easing in situazioni difficili. Per chi volesse investire nel mercato delle valute, dato che bisogna sempre tenere controllati i mercati per capire in che direzione essi possono andare, ci si può aspettare che ci saranno molte notizie relative a questo stesso argomento nei prossimi mesi.

Il quantitative easing ha in ogni caso il suo rovescio della medaglia, ovvero il possibile aumento della situazione inflazionistica di un paese. Sicuramente prenderlo alla leggera non fa bene ad un paese e ad una economia, così come sottovalutarne gli effetti non fa bene al singolo trader, dato che potrebbe trovarsi ad aprire delle posizioni differenti rispetto all’andamento del mercato, con la conseguenza di perdere molto denaro in una posizione.

Per questo motivo si tratta di un discorso da conoscere, che può avere degli effetti anche importanti.

Che cosa è un quantitative easing?

Che cosa è un quantitative easing?

In questo articolo andremo a vedere nel dettaglio un passo importante che i paesi solitamente fanno quando sono in una fase di crisi economica. Parliamo di Quantitative Easing. Vedremo dove e quando questo processo è necessario. Per prima cosa andiamo alla ricerca del significato di Quantitative Easing. Praticamente, con queste parole ci si si riferisce alla stampa di denaro da parte del governo o delle banche centrali di qualsiasi paese. Stampare denaro è l’ultima opzione di un governo che non riesce a rilanciare l’economia. Stampare moneta potrebbe infatti portare ad alcuni eventi futuri disastrosi per il Paese, come la svalutazione.

Nello scenario economico attuale, il governo degli Stati Uniti ha scelto questa opzione solo quando tutti i piani di stimolo non sono riusciti a rilanciare l’economia.

Praticamente, il quantitative easing è un termine che si usa quando una banca centrale crea nuovo denaro dal ‘nulla’ al fine di iniettarlo nel sistema bancario. L’obiettivo è quello di aumentare la quantità di depositi nelle banche private in modo che possa anche aumentare l’offerta di prestito.

Non c’è una previsione chiara su come il Quantitative Easing influenzerà i vari paesi. Solo poche volte nel corso della storia si è dovuto ricorrere ad esso. L’ultima volta lo ha fatto la Banca del Giappone (BOJ) per combattere la deflazione domestica.

La Banca del Giappone ha rimosso il suo quantitative easing nel marzo del 2006, ponendo fine ad una politica controversa che, per la prima volta, aveva messo in atto tempo prima. La politica di aumento delle riserve nel sistema bancario ha toccato quota 35 miliardi di yen.

L’impatto principale del quantitative easing è la deflazione, a causa di una circolazione monetaria in eccesso. Anche il valore della valuta sarà svalutata sul mercato internazionale.

Nel prossimo articolo andremo ancora a parlare di quantitative easing, dato che si tratta di un concetto fondamentale da sapere.

La politica monetaria, parte 4

La politica monetaria, parte 4

Terminiamo in questo articolo il discorso sulla politica monetaria, che abbiamo iniziato negli scorsi articoli e che abbiamo capito essere molto importante, se non addirittura fondamentale, per poter avere successo nel nostro trading.

All’interno della politica monetaria ci sono i tassi di riferimento, uno degli strumenti più importanti che regolano l’attività economica di una banca centrale. Essi consentiranno di sostenere la crescita, ma anche di poter lottare contro l’inflazione.

Infatti, più i tassi di interesse sono bassi e più una banca può offrire ai propri clienti dei prestiti con tassi di interesse bassi e vantaggiosi. Così, l’economia di un paese diventerà più forte, aumentando la liquidità nel circuito finanziario.

Al contrario, un aumento dei tassi avrà lo scopo di limitare la domanda di liquidità da parte delle banche. L’obiettivo è quello di lottare contro l’inflazione, al fine di evitare un eccessivo surriscaldamento dell’economia.

Va inoltre osservato che i tassi d’interesse influenzano direttamente il valore di una moneta. Infatti, più una valuta è remunerata, dunque ha un alto tasso di interesse, maggiore è la domanda di moneta.

Anche i requisiti delle riserve sono importanti. In questo caso parliamo delle riserve di liquidità che le istituzioni finanziarie devono depositare presso la banca centrale. Il sistema prevedere dei requisiti minimi per le riserve, al fine di stabilizzare il tasso di interesse del mercato monetario, di creare o di ingrandire un bisogno strutturale di rifinanziamento e di contribuire, se necessario, al controllo della crescita monetaria.

L’importo della riserva dovuta da ciascuna istituzione è determinata sulla base di una percentuale dei depositi in essere.

Ad esempio, se una banca ha 1 miliardo di euro di depositi e il tasso di riserva obbligatoria è del 10%, la banca stessa dovrà depositare necessariamente 100 milioni.

Le riserve sono remunerate ad un tasso corrispondente al tasso di interesse medio del periodo in cui sono tenute dalla banca centrale. Nel corso del 2010 tale remunerazione è stata dell’1%.

La politica monetaria, parte 3

La politica monetaria, parte 3

Andiamo a vedere altre operazioni che solitamente le banche centrali fanno in termini di politica monetaria, sempre molto importanti per il nostro mercato delle valute. Si parla di operazioni su iniziativa, ovvero quelle operazioni che vengono messe in essere con lo scopo di fornire o di assorbire liquidità overnight, ma fatte anche al fine di segnalare l’orientamento generale della politica monetaria e per una certa vigilanza del mercato e dei suoi tassi, giorno dopo giorno.

Parlando di politica di credito, ovvero di impostazione dei tassi di interesse, possiamo dire che questi tassi sono tre. Si parla così del tasso di rifinanziamento, utilizzato durante le operazioni di mercato aperto. Questo tasso determina il costo del credito che le banche centrali forniscono alle banche commerciali in cambio di attività idonee. Tale costo varia a seconda della quantità di credito che la banca centrale vuole distribuire.

C’è poi il tasso di rifinanziamento marginale, che le controparti possono utilizzare per ottenere liquidità overnight dalla banca centrale a fronte di attività idonee. Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale costituisce in genere un limite massimo sul mercato giornaliero dei tassi di interesse. Questo tasso sarà utilizzato solo in casi di emergenza, dato che le banche commerciali potranno utilizzarlo solo se il mercato interbancario si illiquida, ovvero perde denaro, come ad esempio è accaduto durante la crisi dei mutui subprime.

Infine, si parla di tasso di impianto, ovvero quello richiesto per costituire dei depositi overnight presso le banche centrali. Il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale ha in genere un limite minimo per il mercato overnight. Tale limite corrisponde al tasso pagato sui depositi dalla banca centrale alle banche commerciali. Questo tasso è inferiore al tasso di rifinanziamento. Questa soluzione non è adottata da tutte le banche, ad esempio basta notare che la Fed non paga i depositi delle banche commerciali, mentre la BCE lo fa.

La politica monetaria, parte 2

La politica monetaria, parte 2

Andiamo a vedere ancora sulla politica monetaria come strumento per poter influenzare il mercato da parte delle banche centrali. Tra gli strumenti di politica monetaria che le banche centrali hanno, ci sono anche le operazioni di rifinanziamento, che possono anche essere costanti, vale a dire definitive. In questo caso stiamo parlando della vendita o dell’acquisto di titoli, soprattutto di buoni del Tesoro da parte della banca centrale sul mercato interbancario. L’obiettivo è anche quello di intervenire sulla liquidità bancaria, che aumenterà se la banca centrale dovesse acquistare titoli, mentre si ridurrà se la banca dovesse vendere titoli.

Si parla poi di operazioni di fine-tuning, che sono effettuate su una base ad hoc, ovvero studiata per ogni occasione, per gestire la liquidità del mercato e per guidare i tassi di interesse, in particolare per attenuare l’impatto sui tassi di interesse delle fluttuazioni impreviste della liquidità bancaria.

Le operazioni di fine-tuning sono principalmente sotto forma di operazioni di concessione temporanea, ma possono comprendere anche le operazioni di fermo, il currency swap e il riacquisto di depositi in contanti. Gli strumenti e le procedure che sono utilizzate nello svolgimento delle operazioni di fine-tuning sono adeguate alla tipologia delle transazioni e degli obiettivi specifici.

Si parla anche di azioni strutturali fatte mediante l’emissione di certificati di debito. Tali operazioni sono effettuate ogni volta che una banca centrale voglia modificare la posizione strutturale del sistema economico e la sua influenza sul settore finanziario senza che ci sia anche un effetto sui tassi di interesse.

Gli strumenti di politica monetaria sono una delle cose che deve essere sempre tenuta in considerazione da chi vuole fare forex basandosi anche sui dati economici, ovvero da chi vuole operare secondo l’analisi fondamentale.

Si tratta infatti di uno strumento con il quale le banche centrali possono avere un’influenza anche di grande importanza sul mercato.

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