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Il dollaro sale, lo yen perde per la sesta settimana consecutiva

Il dollaro sale, lo yen perde per la sesta settimana consecutiva

Lo yen ha perso per la sesta settimana di seguito contro il dollaro, la più lunga serie di sconfitte in tre anni, in seguito al fatto che una più rapida crescita economica degli Stati Uniti ha aumentato i rendimenti del Tesoro, mentre la Banca del Giappone ha indicato dei piani di aiuto al mercato ai fini di avere un ulteriore stimolo.

Il dollaro è salito contro la maggior parte delle valute più importanti dopo che la Federal Reserve ha detto che le condizioni del mercato del lavoro sono ulteriormente migliorate. L’impulso alla coppia di valute dollaro-yen è venuto dal mercato del Tesoro. Lo yen è sceso dell’1,2 per cento nella settimana di trading che si è conclusa proprio ieri. La valuta giapponese è caduta dell’1.6 per cento anche contro l’euro.

La valuta del Giappone ha perso il 5,6 per cento durante il mese scorso, facendo segnare la peggiore performance tra le 10 valute dei mercati sviluppati.

Le previsioni per il futuro vedono lo yen che dovrebbe ancora perdere terreno nei confronti del dollaro. Lo yen ha raggiunto il suo livello più debole da quasi 11 mesi, contro il dollaro, dopo che il governatore della Banca del Giappone, Masaaki Shirakawa, ha indicato che la banca centrale continuerà ad usare la politica monetaria come strumento per combattere la deflazione. La valuta giapponese è inoltre rimbalzata negli ultimi due giorni della settimana.

L’attenzione del mercato valutario si è spostata verso il reddito fisso, che oggi sono il principale parametro di movimento.

Il Dollar Index, che si utilizza per tenere traccia del biglietto verde contro le valute dei sei principali partner commerciali degli Stati Uniti, ha toccato un massimo da otto settimane a questa parte.

Un altro aspetto del mercato americano in cui ci sono dei risultati migliori è quello legato alla costruzione di case e alla vendita di quelle esistenti. In entrambe i casi, infatti, ci sono stati dei valori positivi, che hanno portato il dollaro ad apprezzarsi, come abbiamo già anticipato, contro la maggior parte delle altre monete.

Forex, USD / JPY potrebbe salire ancora

Forex, USD / JPY potrebbe salire ancora

Il dollaro ha continuato ad aumentare i suoi guadagni rispetto allo yen nel corso della sessione di trading di ieri, dopo che il Federal Open Market Committee ha riconosciuto dei miglioramenti nel mercato del lavoro statunitense e ha detto che l’economia si stava espandendo moderatamente, riducendo le aspettative per un ulteriore allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve.

La Fed ha anche spianato la strada affinché 15 dei 19 grandi banche possano aumentare i dividendi.

Gli analisti dicono che il rapporto di cambio dollaro / yen potrebbe ricevere un ulteriore sostegno da parte della Banca del Giappone, con il suo governatore Masaaki Shirakawa che ha detto che la banca stessa vorrebbe alimentare l’economia con ulteriori miliardi di yen, come parte di un pacchetto studiato per affrontare la deflazione, oltre a pensare ad un estensione dei prestiti. La BOJ non ha parlato di alcun nuovo allentamento quantitativo, ma la decisione di estendere i prestiti è stata vista come un segnale che la banca stessa potrebbe aver lasciato la porta aperta a ulteriori misure.

Il rapporto di cambio tra dollaro e yen sta reagendo in maniera sensibile a tutte queste notizie. Secondo le previsioni, si pensa tra l’altro che il biglietto verde potrebbe continuare ad aumentare rispetto allo yen, probabilmente testando la quota di 84.00 nel breve termine.

I rischi al ribasso per il rapporto di cambio dollaro / yen sono drammaticamente ridotti, in particolare dal punto di vista della politica monetaria del Giappone e degli Stati Uniti. Il mercato potrebbe dunque continuare a concentrarsi sugli indicatori degli Stati Uniti al fine di cercare ulteriori segnali di miglioramento economico, con particolare attenzione al fatto che l’aumento dei prezzi del petrolio ha avuto un impatto negativo sulla fiducia dei consumatori. Dunque, si tratta di un ottima coppia di valute sulla quale investire e poter cercare di guadagnare nel nostro Forex.

L’euro rimane forte nonostante i guai, come mai?

L’euro rimane forte nonostante i guai, come mai?

Negli ultimi 12 mesi l’UE ha speso diverse centinaia di miliardi di euro per tentare nel salvataggio di Grecia, Irlanda e Portogallo, tre dei paesi europei con i maggiori problemi in assoluto. Questi paesi sono stati tutti declassati dalle agenzie di rating e nonostante tutto quello fatto, le indicazioni sono per una diffusione del problema del debito. Eppure, nonostante questo, l’euro è più forte rispetto allo scorso anno, contro determinate valute. Perché?

Uno dei concetti chiave alla base della zona euro è il patto di stabilità e crescita. Si tratta di un accordo tra i membri per facilitare e mantenere la stabilità dell’unione economica e monetaria. La Commissione europea e il Consiglio dei Ministri sono infatti incaricati della sorveglianza, dell’allarme e di dare delle sanzioni ai paesi membri che non soddisfino i requisiti del Trattato.

Molti sostengono che l’euro non funziona e continuano a prevedere il crollo della moneta unica. Al contrario, si potrebbe sostenere che gli eventi degli ultimi mesi hanno dimostrato che invece funziona. La situazione sarebbe potuta essere molto peggiore se l’UEM non fosse esistita, dunque Grecia, Irlanda e Portogallo sarebbero inadempienti e non avrebbero avuto modo di arginare i danni.

L’altro punto fermo per l’Unione europea è la Cina. L’Europa è il più grande mercato di esportazioni cinesi, quindi è fortemente dipendente da un’economia stabile e in crescita. Pertanto, in più di un’occasione, la Cina è stato un grande acquirente dei titoli di debito europei.

Con tutto quello che è successo l’euro è rimasta una moneta forte, mentre altrove si sarebbe potuta prevedere una tragedia. La Banca centrale europea e i leader europei hanno fatto tutto quanto in loro potere per mantenere i tassi stabili, hanno inoltre fornito dei fondi di emergenza, hanno acquistato obbligazioni costose e, soprattutto, hanno preso delle decisioni mano a mano che le condizioni di mercato sono cambiate.

Il dollaro perde terreno nei confronti di tutte le altre valute

Il dollaro perde terreno nei confronti di tutte le altre valute

La peggiore performance mensile del dollaro a partire dallo scorso settembre si è realizzata ieri, con il biglietto verde ai minimi da oltre 2 anni e mezzo, mentre gli investitori stanno diventando sempre più pessimisti circa l’economia statunitense.

Tali preoccupazioni di lunga data tra i partecipanti del mercato sulla politica monetaria della Federal Reserve, hanno registrato una serie di crescenti preoccupazioni circa lo squilibrio fiscale degli Stati Uniti. Entrambe questi punti sono considerati eredità dello stimolo dato in risposta alla crisi politica, che ha mantenuto i tassi di interesse statunitensi ai minimi e ha portato il debito federale ad arrivare a livelli insostenibili.

Di conseguenza, il dollaro è arrivato ai minimi pluriennali contro la maggior parte delle altre valute principali, molte delle quali offrono dei rendimenti più elevati rispetto al biglietto verde, tanto che i rendimenti del dollaro, al confronto, impallidiscono.

Oltre alla mancanza di vantaggi nei rendimenti, i dati della settimana che è appena finita sono sparsi di preoccupazioni circa l’economia statunitense, che potrebbe perdere ancora più slancio nel momento stesso in cui la Fed è pronta a concludere il suo controverso programma di acquisto di 600 miliardi dollari di obbligazioni garantite, previsto per la fine di giugno.

Un dollaro più debole è una conseguenza di quello che i politici stanno facendo, secondo molti. Ora ci si attende che che l’euro arrivi ai propri livelli record contro il dollaro, al di sopra della quota di 1,60 dollari nei prossimi mesi, se non addirittura nelle prossime settimane.

La politica monetaria allentata della Fed è però meglio della sua alternativa, ovvero di un aumento dei tassi di interesse a protezione del dollaro, ma questo porterebbe al crollo del mercato immobiliare e riporterebbe l’economia in una fase di recessione. Come risultato, i politici non hanno altra alternativa se non quella di comportarsi indifferentemente alla perdita di potere del dollaro.

Lo Yen guadagna ancora contro il dollaro

Lo Yen guadagna ancora contro il dollaro

Lo yen si trova ad un soffio dal suo livello record contro il dollaro. I mercati azionari globali hanno ceduto durante la giornata di ieri, guidati dal calo del 10,6 per cento che ha visto l’indice Nikkei durante la giornata di lunedì, alla riapertura dopo il disastro del Giappone. Al momento, vedere come il mercato azionario giapponese si muove sarà fondamentale per l’andamento degli altri mercati oggi. In ogni caso gli investitori sperano di avere un po’ di calma nella giornata di oggi sul mercato.

Il dollaro è intanto scambiato a quota 80,72 yen, uno dei livelli più bassi dopo quello di 80,60 che è stato raggiunto durante la notte, a meno di uno yen di distanza dal record del 1.995 , che ha colpito il valore di 79,75 yen per un dollaro. L’euro è sceso lievemente al di sotto di 112 yen, per la prima volta in due settimane, prima di tornare a superare la quota di 113,00 .

Secondo gli esperti del settore lo yen avrebbe potuto prendere ancora più valore se non fosse stato per le voci che hanno visto al centro la Banca del Giappone, dato che l’intervento della stessa ha tenuto il rapporto tra dollaro e yen al riparo da un calo ancora più grande.

Dal momento in cui è accaduta la catastrofe, nella giornata di venerdì, lo yen è salito, in parte anche sulle aspettative legate agli assicuratori e alle imprese giapponesi, che ora devono curare il rimpatrio dei fondi per il pagamento dei crediti dei danni e, ovviamente, anche i costi della ricostruzione.

Ma i timori di un intervento da parte delle autorità giapponesi hanno indebolito, almeno fino ad oggi.

Lo yen è particolarmente forte contro le valute ad alto rendimento, come il dollaro australiano, che sono normalmente viste come valute interessanti durante i periodi di crescita globale, mentre sono vendute in periodi di stress.

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