Ancora sulla Grecia, Spagna e Portogallo
Relativamente alla situazione della Grecia e al piano di salvataggio, questo viene fatto anche per evitare che la crisi arrivi in altri paesi. Secondo Barroso, si tratta di salvaguardare la stabilità finanziaria globale della zona euro e che servirebbe anche per evitare ulteriori possibili effetti di contagio.
I mercati sono preoccupati che nazioni come il Portogallo e la Spagna, i cui titoli di debiti sono stati declassati dalle agenzie di rating durante questa settimana, potrebbero essere minacciate dalla crisi e dal rischio se non affrontano i loro deficit rapidamente.
Il leader dell’opposizione del Portogallo, Pedro Passos Coelho, ha detto che il suo partito supporta il piano di austerità del governo e le speranze di concordare un patto che potrebbe consentire una riduzione del gap di bilancio annuo.
In Spagna invece la disoccupazione è aumentata ad un livello record, arrivando al di sopra del 20 per cento nel primo trimestre, soffocando i tentativi di recupero dalla recessione. Il leader spagnolo dice che comunque la situazione è sotto controllo e non bisognerà chiedere aiuto.
Tornando al discorso della Grecia, le misure di austerità previste comprendono i tagli al sistema e alle quote di salario pubbliche, che spesso includono dei generosi extra per delle attività come l’utilizzo di computer o il semplice recarsi al lavoro in orario. Questi tagli servono principalmente per mantenere inalterati gli stipendi base e le pensioni base. Un taglio dei costi del 15 % potrebbe infatti far risparmiare allo stato circa 300 milioni di euro all’anno.
Altre misure sono invece destinate ad incontrare una certa resistenza. I sondaggi mostrano che una maggioranza di greci si oppone e si aspetta degli aiuti al di fuori del pacchetto di salvataggio che possano colpire il tenore di vita.
Addirittura in Grecia hanno definito quello che sarà in futuro come un Armageddon. La situazione è stata causata da meccanismi speculativi e sarà affrontate solo perché i tedeschi hanno capito l’effetto domino che avrebbe potuto seguire. I creditori stanno fissando dei termini e sono incredibilmente costanti. Almeno per tre anni la Grecia dovrà passare dei momenti difficili.


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