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» 2010 » marzo

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Usare l’RSI nel Forex, parte 2

Usare l’RSI nel Forex, parte 2

Nello scorso articolo abbiamo analizzato l’RSI che, come sappiamo, è un indicatore che viene usato per determinare l’andamento di un trend. Vediamo in che maniera possiamo usare questo indicatore all’interno del nostro Forex. Sicuramente questo indicatore ci permette di determinare i livelli di supporto e di resistenza.

In un movimento rialzista del mercato, i grafici mostrano che i livelli attuali di sostegno sono stati effettivamente gli ex livelli di resistenza, ovvero quelli dei giorni e delle settimane precedenti. Nel caso di un down trend del mercato, i grafici mostrano che il prezzo o i valori dell’RSI finiranno per violare gli ex livelli di sostegno. Di conseguenza, questi livelli che erano di sostegno durante i giorni e le settimane scorse, sono stati poi trasformati in livelli di resistenza.

Un altro modo con cui è possibile usare l’RSI nel Forex è per cercare una divergenza. Un indizio molto significativo è che la tendenza è destinata a cambiare quando si verifica una divergenza. Una possibile divergenza rialzista si verifica quando il prezzo fa un nuovo minimo ma l’oscillatore non riesce a fare anche esso un nuovo minimo. Allo stesso modo, si ha una possibile divergenza ribassista quando il prezzo fa un nuovo massimo ma l’RSI non segue lo stesso andamento.

Decisamente l’uso di questo indicatore ci dà una cognizione diversa dell’andamento del trend e ci consente di aprire della posizioni dalle quali guadagnare denaro senza rischiare molto. L’obiettivo dell’RSI è infatti proprio quello di metterci in evidenza l’andamento del trend e di segnalarci una sua possibile inversione il prima possibile, ovvero proprio quando c’è una maggiore probabilità che questa si verifichi e ci permette di massimizzare il nostro guadagno.

Usare l’RSI, anche in combinazione con altri indicatori tecnici, sicuramente ci darà una possibilità concreta di poter aprire delle posizioni ad hoc nei nostri grafici.

USA, calano i lavoratori del settore privato

USA, calano i lavoratori del settore privato

I datori di lavoro del settore privato hanno continuato a tagliare posti di lavoro durante il mese di marzo, evidenziando che ci sono ancora delle sfide da affrontare. E’ quanto emerge da un rapporto pubblicato nella giornata di oggi. I datori di lavoro del settore privato hanno tagliato dai loro libri paga oltre 23.000 posti di lavoro a marzo, che fa segnare in ogni caso il più piccolo calo mensile di posti di lavoro del settore privato a partire da febbraio 2008.

Il declino ha sorpreso molti economisti, dato che il consensus aveva previsto un aumento di oltre 40.000 posti di lavoro per il mese scorso. Le aziende americane dunque sono sulla via del recupero, ma questa relazione mostra che ancora le stesse aziende continuano ad esitare ad aumentare le loro buste paga. Il settore dei servizi ha registrato un aumento di 28.000 posti di lavoro a marzo. Tuttavia, tale crescita è stata compensata da una perdita di 51.000 posti di lavoro nel settore della produzione di beni, e da un calo di 9.000 posti di lavoro nel settore della produzione.

Le grandi imprese, ovvero quelle con più di 500 lavoratori, hanno visto scendere i livelli di occupazione di 7.000 posti di lavoro, mentre le piccole imprese dimensioni, ovvero quelle con meno di 50 dipendenti, hanno avuto un calo di 12.000 lavoratori. Anche tra le imprese di media dimensione c’è stato un calo di occupazione pari ad oltre 4.000 persone.

Il tasso di disoccupazione per gli Stati Uniti dovrebbe tuttavia rimanere invariato al 9,7%. Il rapporto di ADP non è stato influenzato dal mese di febbraio e dalle rigide condizioni dell’inverno.

La situazione dunque migliora, ma ci sono ancora dei passi da fare. Sicuramente questo dato potrebbe influire, a livello di Forex, sul dollaro, che potrebbe perdere terreno verso le valute principali.

Usare l’RSI nel Forex

Usare l’RSI nel Forex

L’RSI, come sappiamo, è un indicatore che viene usato per determinare l’andamento di un trend. La maggior parte delle volte che questo indicatore viene usato quando si fa Forex e si usa l’analisi tecnica, per avere dei risultati più precisi bisogna operare per periodi al di sopra delle due settimane. L’RSI praticamente ci mette in evidenza delle zone di ipercomprato e delle zone di ipervenduto.

Questo indicatore può essere usato sia per trend rialzisti che ribassisti. Un trader può identificare, in un trend al rialzo, una divergenza rialzista se l’RSI è maggiore di 70, mentre una divergenza ribassista se l’RSI è minore di 30. Durante un trend ribassista, invece, se l’RSI è superiore al 70 c’è una divergenza ribassista, mentre si ha una divergenza rialzista quando l’RSI è minore di 30.

Facciamo però attenzione ad alcuni concetti più complessi legati a questo indicatore. Se ad esempio l’intervallo si sposta al di sopra dell’80 , siamo in ipercomprato, quindi per avere dei segnali ottimali bisogna spostare anche il relativo livello di supporto. Se invece il valore di questo indicatore è minore di 20, allora siamo in una zona di ipervenduto, anche in questo caso il livello di resistenza deve essere spostato.

Solitamente un trend rialzista del mercato trova un livello di supporto verso il livello 40, con una resistenza efficace a livello 80. Un andamento del mercato verso il basso, invece, ci porta ad una buona resistenza a 60 e ad un supporto efficace a livello 20.

L’ispezione del tipo di RSI è il primo indizio che ci indica la tendenza. L’RSI può avere dei livelli di resistenza o di supporto che derivano da livelli precedenti. Dei vecchi livelli di resistenza potrebbero diventare dei nuovi punti di resistenza e, in caso di rottura, possono essere un nuovo livello di supporto durante un ritracciamento. Allo stesso modo, i livelli di sostegno vecchi, potrebbero rivelarsi efficaci ancora una volta, e in caso di rottura, si riveleranno essere un’efficace resistenza.

USA, la spesa dei consumatori sale

USA, la spesa dei consumatori sale

Secondo i dati che sono stati riportati, la spesa dei consumatori negli Stati Uniti è salita durante lo scorso mese di febbraio, facendo segnare così il quinto rialzo mensile.

Nello specifico, vediamo che gli acquisti dei beni non durevoli è aumentato dello 0,9 per cento, facendo registrare il guadagno maggiore dal gennaio 2009. La spesa per i servizi, che rappresentano quasi il 60 per cento di tutte le spese, ha avuto un aumento dello 0,3 % .consecutivo.

E’ una ripresa che richiede dei benefici anche in termini di occupazione. L’aumento degli acquisti ha portato il tasso di risparmio delle famiglie al livello più basso da oltre un anno, sottolineando la necessità di avere più posti di lavoro per garantire il mantenimento del recupero. Con il ritorno del mercato del lavoro, infatti, si dovrebbe avere un costante supporto da parte dei consumatori.

Un passo importante verso l’aumento della spesa personale dei consumatori è stata la riduzione del risparmio. Ora gli Stati Uniti sono chiamati ad una seconda fase, durante la quale c’è bisogno di vedere un aumento del numero dei lavoratori ed anche un aumento delle buste paga, altrimenti il rischio è quello di retrocedere.

Anche considerando la spesa dei consumatori al netto dell’inflazione, è salita dello 0,3 per cento, facendo registrare la migliore performance dal mese di novembre.

Proprio l’aumento degli acquisti delle famiglie ha fatto registrare un tasso di incremento del 3,4 % durante questo trimestre, la migliore prestazione negli ultimi tre anni.

I rischi sono che l’inflazione possa continuare a rallentare, secondo gli esperti del settore. Anche per questo motivo c’è da credere che la Federal Reserve terrà bassi i tassi di interesse ancora per un lungo periodo.

Tuttavia sono dati da non disprezzare, anzi, indicano che negli Stati Uniti la ripresa c’è ed è concreta, anche sui numeri.

Margin trading Forex: vantaggi e svantaggi

Margin trading Forex: vantaggi e svantaggi

Sappiamo che uno dei vantaggi principali del Forex è quello di usare la leva finanziaria per moltiplicare i nostri guadagni. Potenzialmente parlando, la leva ci consente di gestire fino a 100.000 dollari avendone solo 1.000 nel nostro conto, dato che solitamente il broker Forex ci dà una leva di 100:1. Se abbiamo una leva maggiore possiamo controllare una grande somma di denaro con una quantità di denaro sempre minore.

Se non ci fosse la leva, per acquistare o vendere 100.000 unità di valuta, bisognerebbe fisicamente avere 100.000 euro nel conto, ma dato che la maggior parte di noi non ha questa somma da investire nel Forex, entra in gioco il principio dei margini forex.

Dal momento che si sta acquistando e vendendo valute diverse allo stesso tempo, il denaro che abbiamo ne conto serve per coprire le eventuali perdite che si potrebbero avere se il dollaro scendesse invece di aumentare. Si potrebbe mettere un stop loss per limitare tale perdita.

Molti broker operano attualmente limitando anche parte del rischio che loro corrono, dato che per fare operazioni da 100.000 dollari con solo 1.000 dollari nel conto, prendiamo in prestito soldi da loro. Dunque le operazioni si chiudono automaticamente se tutti i fondi che si hanno nell’account vengono perduti. Questo impedisce che le richieste a margine possano essere disastrose per un trader, dato che significa perdere più di quello che si ha. Il software che il broker usa per controllare il tuo account non ti consente di perdere più di quello che si ha nel saldo dell’account.

L’uso della leva in questo mondo è così comune che se ne farà presto uso, anche senza pensarci. E’ sempre importante tenere a mente i rischi. Una bassa leva è sempre una cosa più sicura.

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