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» 2010 » febbraio » 19

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Dopo la FED, l’FTSE 100 perde terreno

Dopo la FED, l’FTSE 100 perde terreno

Le azioni a Londra stanno cadendo nella giornata di oggi perché gli investitori sui mercati globali hanno esaminato la mossa della Federal Reserve di iniziare a ritirare alcune misure di sostegno di emergenza per il sistema finanziario. Ma anche se la notizia è stata sufficiente a ridurre il valore dell’indice FTSE 100, la reazione è stata relativamente ottimista, con l’indice di riferimento che ha perso appena 10 punti, in percentuale parliamo dello 0,2 per cento.

La decisione della banca centrale Usa, presa a sorpresa, riguarda infatti l’auemnto del suo tasso di sconto applicato ai prestiti d’emergenza che sono offerti alle istituzioni finanziarie. L’aumento di 25 punti base fa arrivare il tasso allo 0,75 per cento. Questo porta alla fine potenziale di una politica monetaria più restrittiva e riduce il differenziale rispetto ai principali fondi federali. La Fed ha annunciato queste notizie soltanto dopo la fine dell’orario di trading degli Stati Uniti, in maniera che gli indici della borsa di Wall Street abbiano modo di reagire più tardi a tali notizie.

Anche se la Fed ha tenuto a dire che le modifiche non sono assolutamente il segnale di una modifica del cambiamento delle prospettive dell’economia o della politica monetaria”, i mercati asiatici hanno perso notevolmente terreno, così come le principali borse europee.  Nonostante tale dichiarazione, tuttavia, sembra proprio che siamo alla fine della situazione di emergenza, create per portare l’economia americana al di fuori dalla crisi. Questo senza dubbio stimola il dibattito sulle prossime mosse della banca centrale USA.

Tornando all’FTSE 100, questo indice è in calo dopo aver raggiunto il suo livello più alto da quasi un mese. L’FTSE 250, che invece è l’indice maggiormente rappresentativo dell’economia britannica, ha perso lo 0,4 %.

Vedremo ancora nei prossimi giorni come i mercati reagiranno a tali notizie e soprattutto come si muoverà il mercato USA.

Dollaro in forte rialzo

Dollaro in forte rialzo

Il dollaro aumenta contro tutte le altre valute nella giornata di venerdì, guidando l’euro ad un valore minimo da nove mesi a questa parte, dopo l’annuncio da parte della Federal Reserve che potrebbe aumentare il tasso di interesse applicato alle banche per i prestiti di emergenza.

La Fed ha dichiarato nella serata di ieri che il tasso di sconto sarebbe aumentato da 0,50 % allo 0,75 per cento, anche se la stessa banca centrale americana ha lasciato il parametro di riferimento relativamente al tasso sui fondi federali, il suo principale strumento di politica economica, ancora invariato, ovvero vicino allo zero.

I mercati valutari hanno preso questa decisione della banca centrale statunitense come il fatto che vuole cominciare a normalizzare la politica, nonostante le dichiarazioni sempre contrarie fino ad ora rilasciate dalla stessa Fed. Anche se questo non è ovviamente un inasprimento ufficiale, dimostra che la Fed è almeno in movimento.

La Banca del Giappone potrebbe richiedere al allentamento più quantitativo e la BCE non può cambiare invece il suo atteggiamento, ecco dunque perché il dollaro si sta muovendo efficacemente contro l’euro e contro lo yen. Proprio la nostra valuta, infatti, è arrivata al minimo contro il dollaro da nove mesi a questa parte.

Il dollaro è stato spinto al rialzo anche dai dati positivi degli Stati Uniti, mentre i problemi strutturali della zona euro hanno pesato sulla moneta unica, provocando un calo di oltre il 10 per cento nei confronti del biglietto verde da dicembre.

Secondo gli esperti ci si aspetta una continuazione ancora a favore del dollaro e ci si aspetta un ulteriore miglioramento dei dati economici degli Stati Uniti, il che in combinazione con dei limiti in zona euro ancora persistenti, relativamente alle preoccupazioni del credito sovrano, sarà un grande vantaggio per il dollaro.

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