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» 2010 » febbraio » 06

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Mercato azionario, debole in Europa ma rally in USA

Mercato azionario, debole in Europa ma rally in USA

Il mercato azionario ha chiuso la settimana con un lieve aumento dopo aver avuto un rally nel finale. Almeno per quanto riguarda le borse USA, spinte con molta probabilità dai dati del lavoro assolutamente positivi e contro le attese. Il Dow Jones ha guadagno lo 0,10%, l’indice S & P 500 ha invece guadagnato lo 0,29% e l’indice Nasdaq Composite con l’aumento dello 0,74% è quello che ha guadagnato più di tutti. Prima del recupero finale tutti e tre questi indici viaggiavano sui livelli più bassi degli ultimi tre mesi.

Sicuramente le borse USA sono state spinte dal fatto che dato che la situazione in Europa è molto rischiosa, allora si è pensato di investire nel dollaro statunitense, che infatti è salito al suo livello massimo da oltre 6 mesi a questa parte contro la moneta unica. Allo stesso modo, il biglietto verde ha guadagnato anche contro lo yen giapponese. Inoltre, la grande forza del dollaro ha trascinato in alto anche i prezzi delle materie prime, come quelle del petrolio e dell’oro.

Effettivamente, sappiamo che la situazione non è assolutamente facile nel vecchio continente, con i timori sui problemi del debito in aumento da parte della Grecia, del Portogallo e della Spagna, cosa che potrebbe influire e non poco sulla ripresa economica dell’Europa.

I risultati delle borse europee, infatti, non sono assolutamente rosei, anzi. Londra perde l’1,53%, la borsa di Parigi è in calo del 3,40% e quella di Francoforte ha perso quasi l’1,80%. In Italia la situazione non è migliore, anzi, dato che Piazza Affari è stata la borsa che ha perso più di tutte. L’indice All Share perde il 2,75%, il Mid Cap è in calo del 3,10%, l’IT Star ha perso il 2,31% e l’indice FTSE Mib, che include i titoli a maggiore capitalizzazione, ha perso il 2,75%.

Metodo 1 2 3

Metodo 1 2 3

Questa particolare tecnica di Forex è molto usata anche nel mercato dei futures. Può essere applicata in ogni caso con successo in qualunque mercato, incluso quello del Forex, e, se applicata correttamente, può dare i livelli di entrata sorprendentemente accurati.

Iniziamo dal concetto di base di questa tecnica. Nel corso di svolgimento di ogni trend, sia verso l’alto che verso il basso, il mercato forma dei picchi e delle valli, noti come ritracciamenti. E’ normale, ad esempio, che in un trend in salita ci siano delle discese e viceversa.

Il problema principale in questo caso è riuscire a sapere quando entrare sul mercato e quando poter uscire. In questo caso entra il gioco il metodo 1 – 2 – 3. Si parla di metodo 1 2 3 al rialzo e al ribasso. Nel primo caso si ha il punto uno basso, il punto due alto e il punto tre nuovamente basso, ma meno del primo. Nel metodo 1 2 3 al ribasso, invece, si ha il punto uno alto, il punto due basso e il punto tre nuovamente alto, ma meno del primo.

Molto semplice, ma ancora non sappiamo se possiamo aprire una posizione. Per sapere questa informazione si aggiunge un indicatore. È possibile utilizzare quasi tutti gli indicatori, anche se uno dei migliori è il MACD con impostazioni standard 12,26,9.

Le regole per fare trading sono le seguenti. Ora le vediamo per un uptrend, ma valgono anche per un trend ribassista.

Bisogna attendere che il MACD segnali un buy. Dato che il mercato si “tira indietro” al punto 3, il MACD dovrebbe indicarci comunque di acquistare. Inseriamo dunque l’ordine di acquisto 1 pip al di sopra del punto 2, mentre lo stop-loss 1 pip al di sotto del punto 3.

Misuriamo la distanza tra il punto 2 e il punto 3 e del progetto ed impostiamolo come take profit.

Possono anche essere fatte delle variazioni a questo metodo, ma il concetto di base è sempre lo stessa.

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