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» 2010 » gennaio

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La candele giapponesi

La candele giapponesi

Sappiamo che i grafici a candele, noti anche come candlestick, sono nati in Giappone più di cinquecento anni fa. L’analisi tecnica è stata utilizzata prima dai giapponesi nel 1600 per la negoziazione del riso. La candela ha un corpo centrale che è colorato, bianco o verde se l’andamento è positivo, ovvero se il prezzo di chiusura è superiore al prezzo di apertura, nero o rosso se il prezzo di apertura supera quello di chiusura.

Il corpo della candela è costituito dalla differenza tra il prezzo di apertura e il prezzo di chiusura, mentre le ombre, ovvero quelle linee sottili in alto e in basso rispetto al corpo della candela, ci danno delle informazioni circa il range del trading durante il periodo della candela. L’ombra superiore mostra il livello più alto che il prezzo ha raggiunto nel periodo considerato, mentre l’ombra inferiore determina il prezzo più basso raggiunto.

La popolarità delle candele può essere facilmente spiegata con la semplicità e l’intuitività d’uso, cosa che non c’è con qualsiasi altro grafico, come ad esempio quello a barre o quello a linee. Il grafico a candele è in grado di fornirci anche delle informazioni aggiuntive sui prezzi. Diciamo che relativamente al Forex e alle candele ci sono circa 40 diversi modelli che ci indicano una possibile inversione o una continuazione del trend, che possono essere dunque usati come segnali di previsione del trend. Questi metodi possono aiutarci a prevedere il movimento futuro dei prezzi. In realtà, sono circa una dozzina i segnali più usati e più importanti.

Nei prossimi articoli continueremo questa esposizione sulle candele giapponesi, prima di addentrarci nel profondo delle candele stesse ed andare ad analizzare quali sono quelle più usate e le figure da ricordare necessariamente nel momento in cui vogliamo andare a fare trading Forex.

Aumenta la produzione negli Stati Uniti

Aumenta la produzione negli Stati Uniti

La produzione negli Stati Uniti è aumentata per il sesto mese consecutivo, i consumatori guadagnano fiducia e gli aumenti dei prezzi rallentano, il che indica che la ripresa economica è sostenuta nel 2010 senza generare inflazione. Il costo della vita è aumentato dello 0,1 % durante lo scorso mese, meno rispetto alla previsione degli economisti.

I costruttori possono dunque mirare, durante i prossimi mesi, a ricostituire le loro scorte e soddisfare la crescente domanda globale, il che sicuramente aiuterà gli utili delle imprese. Il ritorno finora ha assorbito un quarto della capacità in eccesso, dando la possibilità alla Fed di mantenere i tassi di interesse ancora vicini allo zero per tutta la prima metà del nuovo anno.

L’indice Standard & Poor’s 500 è sceso dopo che la JPMorgan Chase & Co. ha registrato una perdita nella propria divisione retail banking e dopo che un dollaro forte ha fatto calare anche i prezzi delle materie prime. L’aumento della produzione era tuttavia previsto dagli economisti.

Andando ad analizzare i vari settori, vediamo che la produzione è diminuita dello 0,1 % nel settore delle auto, mentre c’è stato un aumento dello 0.9 % nella realizzazione delle attrezzature aziendali. La domanda di computer, di attrezzi di comunicazione e di semiconduttori p migliorata.

Intanto ieri la Intel, il più grande produttore di chip al mondo, ha proiettato un aumento delle vendite durante il primo trimestre 2010, segno che l’industria dell”informatica si è già scrollata via di dosso gli effetti della recessione. Il Chief Financial Officer Stacy Smith ha detto che “la previsione per il 2010 è verso una crescita molto robusta”.

L’aumento dell’indice dei prezzi al consumatore per il mese scorso è stato dello 0,4 % , mentre le previsioni erano per un incremento dello 0,2 %. Al netto degli alimentari e degli energetici, il cosiddetto indice core è aumentato dello 0,1 %.

Obama, un programma che aiuterà oltre 100.000 mutuatari

Obama, un programma che aiuterà oltre 100.000 mutuatari

Con le aspettative di milioni di pignoramenti, i creditori hanno approvato il piano salva mutui deciso dall’amministrazione Obama. Questo programma è noto come Home Affordable Modification Program, o HAMP. In cosa consiste questo programma?

Sostanzialmente, fino ad ora, circa 850.000 proprietari di case hanno visto in media abbassarsi la quota mensile da pagare di oltre 500 dollari al mese. Secondo un rapporto del Tesoro, oltre 900.000 persone hanno deciso di aderire a questo programma. Secondo i dati del Congressional Oversight Panel, da 8 a 13 milioni di pignoramenti dovrebbero aver luogo nel corso dei prossimi cinque anni e si mira a non farli avvenire.

Un certo numero di grandi banche ha fatto grandi progressi nel rendere permanenti queste modifiche, che fino ad ora sono state in prova. La Bank of America Corp. è stata una delle migliori, così come Citigroup.

Come parte del programma, si riceveranno un pagamento iniziale di 1.000 dollari per ogni modifica avvenuta con successo dopo il completamento del periodo di prova. Gli istituti di credito hanno anche fornito migliaia di modifiche al di fuori del programma di Obama.

Tuttavia, secondo Henry Sommer, direttore del National Association of Consumer Bankruptcy Attorneys, di Philadelphia, tali modifiche sono in genere meno vantaggiose per il padrone di casa rispetto alle modifiche viste nel quadro complessivo del programma messo in piedi dalla Casa Bianca. Ha inoltre aggiunto che quello che preoccupa i proprietari di abitazioni ammissibili alla partecipazione al programma HAMP sono le meno favorevoli modifiche fatte direttamente dagli istituti di credito e proposte ai clienti, che potrebbero essere invogliati ad accettare per evitare di rimanere proprio senza.

Come vediamo la situazione immobiliare negli Stati Uniti è sempre delicata e lo testimoniano i tanti interventi fatti proprio dall’amministrazione Obama e dal governo USA al fine di salvaguardare chi ha una casa e deve pagarne il mutuo.

Produzione industriale Europea del 2009

Produzione industriale Europea del 2009

La produzione industriale della zona euro è aumentata più rapidamente del previsto durante lo scorso mese di novembre rispetto al precedente ottobre. La produzione è aumentata in tutti i settori, esclusa la produzione di energia. Questi dati sono stati resi noti dall’Unione europea ed hanno mostrato che la produzione industriale dei 16 paesi che utilizzano l’euro è aumentata dell’1% rispetto al mese di novembre mentre è scesa del 7,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

I dettagli del settore industriale dicono che a parte il calo mensile del 2,2% nel settore della produzione di energia, tutti gli altri quattro sotto settori hanno visto degli aumenti compresi tra lo 0,6% e quasi il 2% a novembre rispetto al precedente mese di ottobre. L’aumento maggiore è stato registrato nei settori della produzione di beni intermedi e in quello della produzione di beni di consumo durevoli.

I dati sono stati più stabili rispetto alle aspettative degli economisti, che avevano previsto un aumento dello 0,5% mensile e una caduta dell’8,5% su base annua, secondo un sondaggio compiuto la settimana scorsa dal Dow Jones Newswires. L’Eurostat ha anche rivisto la sua stima mensile di ottobre, che mostra ora un calo del 0,3% su base mensile e del 10,9% su base annua.

Sicuramente il miglioramento della situazione è in linea con il miglioramento anche in altri settori, come ad esempio l’indice degli acquisti compiuti dai direttori degli acquisti nel corso degli ultimi mesi.

Non deve tuttavia preoccupare il fatto che la produzione rimane inferiore allo scorso anno. Questo mette tuttavia in evidenza che il processo di recupero è molto lento in tutta l’area della moneta unica, che è una delle ragioni principali che spingeranno sicuramente la Banca centrale europea a mantenere i tassi di interesse ancora al minimo storico. La pubblicazione del nuovo tasso di interesse è fissata per la giornata di oggi.

XAU, l’indice dell’oro

XAU, l’indice dell’oro

L’oro viene comunemente definito come indice XAU in tutti i mercati economici. Si tratta di un indice che esprime il volume delle azioni delle società che svolgono attività nelle miniere d’oro e d’argento. In termini borsistici, sono elencate sul Philadelphia Stock Exchange, indice che include una serie di imprese dell’industria mineraria. Come per tutti gli altri indici, anche questo ha la funzione di monitorare l’andamento delle aziende che operano in questo settore.

XAU è l’indice usato in maniera più ampia per valutare le riserve d’oro. L’indice XAU non può essere direttamente acquistato o venduto, come invece potrebbe accadere per l’indice NASDAQ, ma può essere comprato o venduto il suo valore futuro. Dato che ci troviamo in una situazione nella quale molto interesse è dato proprio all’oro, è il momento di dare uno sguardo al Philadelphia Stock Exchange Gold and Silver Index, in maniera da capire meglio di che cosa stiamo parlando.

Tra le altre cose, l’indice XAU agisce anche come una barriera contro l’inflazione. Il prezzo dell’oro XAU è collegato anche con il prezzo del petrolio greggio. Proprio a causa di questa correlazione, è stato notato come a seguito dell’incremento dei prezzi del greggio durante gli ultimi mesi anche il valore dell’indice dell’oro XAU è aumentato di molto. Il conflitto tra l’Iran, che è il quarto più grande produttore di petrolio greggio e i paesi occidentali, ha creato una grande preoccupazione a livello mondiale, aumentando così il prezzo del petrolio e dell’oro allo stesso tempo.

L’oro è considerato come una ottima alternativa alla valuta di riserva mondiale, che è il dollaro americano. Questo dunque significa che l’oro e il dollaro statunitense sono inversamente proporzionali. Si deduce chiaramente che quando aumentano i prezzi dell’oro allora il valore del dollaro scende.

Sono dunque delle ottime considerazioni da tenere a mente nel momento si va a fare trading Forex.

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