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» 2010 » gennaio » 29

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Borse europee, chiusura in rialzo

Borse europee, chiusura in rialzo

Il fine settimana per le principali borse del nostro continente è stato nettamente positivo. Andando ad iniziare la nostra analisi con i risultati italiani, vediamo che l’indice IT All Share ha chiuso in positivo dell’1,24%. Il Mid Cap guadagna lo 0,23% , mentre l’IT Star lo 0,52%. Il rialzo maggiore è quello fatto segnare dall’indice FTSE Mib, che ha chiuso in positivo dell’1,36%.

Tra i titoli italiani a maggiore capitalizzazione, vediamo che i risultati migliori sono stati quelli di Fiat, che ha guadagnato il 4,16%, a seguire Tenaris, che fa segnare un + 3,51% e Telecom, che guadagna quasi 3 punti percentuali. Tra i bancari, figura bene il titolo di Unicredit, in rialzo di oltre 3 punti. Perdono invece, sempre tra i bancari, il titolo di Ubi Banca, – 1,92%, e del Banco Popolare, in calo dell’1,69%. Perdono anche i titoli di Finmeccanica, in calo del 3,26%, e dell’Autogrill, che perde poco olter un punto percentuale.

Andando a dare uno sguardo all’andamento delle altre borse europee, vediamo che la borsa di Londra ha chiuso in positivo dello 0,83% . Fanno meglio sia Parigi, in rialzo dell’1,37%, che la borsa di Francoforte, che chiude con il segno verde di 1,24%. Chiude praticamente in parità, invece, la borsa di Zurigo, che segna un lieve calo dello 0,03%.

In questo momento la borsa americana sta girando in negativo, con l’indice Nasdaq che perde lo 0,77% e l’S&P 500 che invece sta chiudendo in calo dello 0,19%. Guadagna invece il Dow Jones, che sta segnando un + 0,11%. Vedremo questa giornata di borsa  come si chiuderà. Sicuramente un buon vantaggio che potrebbero avere gli USA deriva dalla pubblicazione, in data odierna, del suo PIL, il rialzo ed oltre le attese.

Bernanke nominato ancora presidente FED, è il secondo mandato

Bernanke nominato ancora presidente FED, è il secondo mandato

Secondo quanto è emerso da Washington  ecco che il Senato americano ha votato ancora una volta la sua fiducia a Bernanke, confermandolo per altri quattro anni come presidente della Federal Reserve. Per Bernanke si tratta del secondo mandato a capo della banca centrale della nazione. I voti in favore di Bernanke sono stati 70, mentre quelli contrari 30. Lo stesso Obama  aveva fatto delle pressioni sui senatori USA affinché Bernanke venisse riconfermato. Il voto si è tenuto tre giorni prima della scadenza del primo mandato di Bernanke.

Il margine di vittoria è stato il più stretto mai avuto da un presidente della Fed nella storia della banca centrale USA, il che riflette sicuramente al grande ira pubblica in seguito alla peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione, e il conseguente salvataggio dei colossi delle istituzioni finanziarie. In effetti, raramente la nomina di un presidente FED è stata controversa. Esclusa quella di Bernanke, fino ad ora la nomina più controversa è stata quella di Paul Volcker, nominato per la seconda volta a capo della FED con 84 voti a favore e 16 contrari, dopo una profonda recessione.

Questi dati mettono in evidenza come la situazione americana sia veramente ed effettivamente difficile. Ora Bernanke dovrà trovarsi ad affrontare delle sfide molto dure per il suo secondo mandato, soprattutto quella del Congresso che vorrebbe aumentare la trasparenza e la supervisione sulla Fed e sulle sue attività, compresa la definizione dei tassi di interesse e di altre politiche monetarie. Bernanke ha ripetutamente sostenuto che una normativa del genere metterebbe in pericolo l’indipendenza della Fed e dunque creerebbe un rischio per tutta l’economia americana.

Nei prossimi mesi, se l’economia crescerà più lentamente, come molti economisti si aspettano, la pressione politica monterà sulla Fed, che dovrà mantenere i vari stimoli monetari usati fino ad ora per rilanciare l’occupazione. Ma se la Fed concede tali stimoli troppo a lungo, l’inflazione potrebbe salire fino a raggiungere livelli allarmanti. Staremo a vedere cosa accadrà.

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