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Produzione industriale Europea del 2009

Produzione industriale Europea del 2009

La produzione industriale della zona euro è aumentata più rapidamente del previsto durante lo scorso mese di novembre rispetto al precedente ottobre. La produzione è aumentata in tutti i settori, esclusa la produzione di energia. Questi dati sono stati resi noti dall’Unione europea ed hanno mostrato che la produzione industriale dei 16 paesi che utilizzano l’euro è aumentata dell’1% rispetto al mese di novembre mentre è scesa del 7,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

I dettagli del settore industriale dicono che a parte il calo mensile del 2,2% nel settore della produzione di energia, tutti gli altri quattro sotto settori hanno visto degli aumenti compresi tra lo 0,6% e quasi il 2% a novembre rispetto al precedente mese di ottobre. L’aumento maggiore è stato registrato nei settori della produzione di beni intermedi e in quello della produzione di beni di consumo durevoli.

I dati sono stati più stabili rispetto alle aspettative degli economisti, che avevano previsto un aumento dello 0,5% mensile e una caduta dell’8,5% su base annua, secondo un sondaggio compiuto la settimana scorsa dal Dow Jones Newswires. L’Eurostat ha anche rivisto la sua stima mensile di ottobre, che mostra ora un calo del 0,3% su base mensile e del 10,9% su base annua.

Sicuramente il miglioramento della situazione è in linea con il miglioramento anche in altri settori, come ad esempio l’indice degli acquisti compiuti dai direttori degli acquisti nel corso degli ultimi mesi.

Non deve tuttavia preoccupare il fatto che la produzione rimane inferiore allo scorso anno. Questo mette tuttavia in evidenza che il processo di recupero è molto lento in tutta l’area della moneta unica, che è una delle ragioni principali che spingeranno sicuramente la Banca centrale europea a mantenere i tassi di interesse ancora al minimo storico. La pubblicazione del nuovo tasso di interesse è fissata per la giornata di oggi.

XAU, l’indice dell’oro

XAU, l’indice dell’oro

L’oro viene comunemente definito come indice XAU in tutti i mercati economici. Si tratta di un indice che esprime il volume delle azioni delle società che svolgono attività nelle miniere d’oro e d’argento. In termini borsistici, sono elencate sul Philadelphia Stock Exchange, indice che include una serie di imprese dell’industria mineraria. Come per tutti gli altri indici, anche questo ha la funzione di monitorare l’andamento delle aziende che operano in questo settore.

XAU è l’indice usato in maniera più ampia per valutare le riserve d’oro. L’indice XAU non può essere direttamente acquistato o venduto, come invece potrebbe accadere per l’indice NASDAQ, ma può essere comprato o venduto il suo valore futuro. Dato che ci troviamo in una situazione nella quale molto interesse è dato proprio all’oro, è il momento di dare uno sguardo al Philadelphia Stock Exchange Gold and Silver Index, in maniera da capire meglio di che cosa stiamo parlando.

Tra le altre cose, l’indice XAU agisce anche come una barriera contro l’inflazione. Il prezzo dell’oro XAU è collegato anche con il prezzo del petrolio greggio. Proprio a causa di questa correlazione, è stato notato come a seguito dell’incremento dei prezzi del greggio durante gli ultimi mesi anche il valore dell’indice dell’oro XAU è aumentato di molto. Il conflitto tra l’Iran, che è il quarto più grande produttore di petrolio greggio e i paesi occidentali, ha creato una grande preoccupazione a livello mondiale, aumentando così il prezzo del petrolio e dell’oro allo stesso tempo.

L’oro è considerato come una ottima alternativa alla valuta di riserva mondiale, che è il dollaro americano. Questo dunque significa che l’oro e il dollaro statunitense sono inversamente proporzionali. Si deduce chiaramente che quando aumentano i prezzi dell’oro allora il valore del dollaro scende.

Sono dunque delle ottime considerazioni da tenere a mente nel momento si va a fare trading Forex.

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