Il futures sul greggio sono tornati ad un valore positivo durante la giornata di oggi dopo che le prospettive economiche hanno visto una lieve delusione a seguito di dati deludenti sul lavoro per il mese di dicembre.
Il valore del crudo per la consegna di febbraio ha recentemente superato a 50 centesimi, pari allo 0,6%, a 83,16 dollari al barile. I prezzi del petrolio inizialmente erano scesi al livello più basso di 81,80 dollari al barile, dopo la relazione del Dipartimento del Lavoro relativamente alla disoccupazione per il mese di dicembre, che ha visto una perdita di 85.000 posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è intanto rimasto invariato al 10%.
Nonostante i dati macroeconomici negativi, il valore del greggio è lentamente risalito, come è risultato evidente dalla relazione degli esperti del settore, che non hanno modificato le prospettive economiche. I prezzi del petrolio era salito per 10 sedute consecutive, prima di perdere lievemente terreno durante la sessione di ieri. Ora secondo le prospettive economiche del 2010, molto probabilmente potrebbe esserci un miglioramento costante della domanda.
A causa della perdita di posti di lavoro, si vede che i dati del lavoro mostrano che l’economia è ancora molto debole e ancora così sarà fino alla seconda metà del 2010. I dati sembrano portare indietro nel tempo alcune delle viste più ottimistiche di recupero dell’economia, tanto da rivalutare la prospettiva per la domanda di petrolio durante i prossimi mesi.
La situazione effettivamente non è facile, sia a livello economico nel mercato del lavoro che riguardo all’economia generalmente parlando. Attendiamo dunque cosa succederà per il prossimo anno relativamente all’andamento del petrolio, tuttavia potrebbero esserci delle interessanti opportunità in termini di forex.
Gli Stati Uniti hanno inaspettatamente perso 85.000 posti di lavoro durante lo scorso mese di dicembre, secondo quanto affermato dalla Federal Reserve, che prevede una ripresa da parte del mercato del lavoro che richiederà più tempo del previsto, il che renderà molto probabilmente i tassi di interesse vicini allo zero ancora per i prossimi sei mesi.
Il numero dei disoccupati è sceso di 85.000 posti il mese scorso dopo che a novembre c’era stato un incremento di 4.000 unità, il primo in quasi due anni. Il tasso di disoccupazione intanto resta ancora al 10 per cento.
Intanto il dollaro subisce un’influenza negativa da questa notizia, considerando anche il discorso anticipato prima del tasso di interesse. Se i tagli di posti di lavoro sono rallentati, le aziende si stanno trattenendo dall’assumere altre persone, come segno che la ripresa economica è ancora lontanta dall’essere completa e sostenuta.
Jim O’Sullivan, economista capo presso MF Global Inc. di New York, ha affermato che durante i prossimi mesi ci saranno forse altri cali di posti di lavoro.
Secondo un’indagine sulle famiglie USA, il calcolo del tasso di disoccupazione ha mostrato che il numero dei posti di lavoro è sceso di 589.000 lavoratori durante dicembre 2009.
L’amministrazione Obama è al momento sotto pressione perché circa la metà dei posti di lavoro persi durante la recessione si sono verificati dal momento dell’inaugurazione del nuovo presidente, durante il mese di gennaio dello scorso anno. All’inizio del 2009 l’amministrazione Obama aveva inoltre previsto un piano di stimolo da 797 milioni di dollari al fine di tenere la disoccupazione al di sotto dell’8 per cento.
In aumento invece il numero dei lavoratori temporanei, maggiore di 46.500 durante il mese di dicembre, il quinto di seguito in crescita. Al momento le aziende dunque preferiscono vedere un aumento maggiore della domanda prima di assumere nuovamente personale a tempo pieno.