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Obama, pronto un piano organizzativo per rilanciare il lavoro

Obama, pronto un piano organizzativo per rilanciare il lavoro

Barack Obama ha appena ricevuto il premio nobel per la pace, intanto fa sapere di voler inviare al Congresso un primo elenco di idee che potrebbero servire per rilanciare il settore occupazionale degli USA, con un nuovo disegno di legge per la creazione di diversi posti di lavoro. Tra le idee probabilmente anche quella di approvare un programma che consenta di fornire degli incentivi in denaro per sistemare le case applicando delle novità “verdi”, ovvero che consentano il risparmio energetico.

Obama vuole anche fornire degli incentivi alle piccole imprese che assumono dei lavoratori nuovi, oltre ad un budget per la costruzione di strade, di ponti e di altre infrastrutture.

Il presidente americano ha fatto sapere che c’è “bisogno di aumentare i posti di lavoro e di permette all’America di tornare a lavorare a pieno regime il più rapidamente possibile”.

Le perdite di lavoro negli Stati Uniti sono state le peggiori dallo scorso 1930, mentre le ultime statistiche parlano di un tasso di disoccupazione sceso dal 10,2 % ad ottobre fino al 10 % nel mese di novembre. Il rapporto del Dipartimento del Lavoro ha dunque mostrato come le perdite di posti di lavoro a novembre sono state il minor mensile dopo l’inizio della recessione.

Obama ha definito questi dati come una “buona notizia, appena in tempo per l’inizio di una nuova stagione di speranza.” Sicuramente è un segno che i suoi piani stanno cominciando a migliorare l’economia. Obama ha però detto che la situazione economica è ancora molto grave e c’è bisogno di tutte le attenzioni. La disoccupazione dovrebbe rimanere elevata per diversi mesi ancora.

Cresce intanto la preoccupazione presso la Casa Bianca relativamente al fatto che i problemi legati alla disoccupazione potrebbero farne nascere altri.

In un cenno alla crescente ansia per il deficit federale, Obama ha sottolineando la necessità di non aumentare troppo le spese federali.

Prevedere i movimenti dei prezzi

Prevedere i movimenti dei prezzi

Riuscire a guadagnare denaro sul Forex passa per la condizione, necessaria, di poter prevedere nella maniera più corretta e precisa possibile l’andamento dei prezzi. Ad esempio, quali valute perderanno valore nella giornata odierna? Quali coppie di valute mostreranno un movimento significativo e dunque ci permetteranno di avere un profitto?

In questo primo articolo inizieremo a vedere come possiamo prevedere, nel modo migliore possibile, i movimenti dei prezzi. E’ infatti questa una condizione fondamentale per aprire il numero maggiore possibile di operazioni nel Forex.

Soprattutto per chi inizia a fare trading Forex, può sembrare complesso trovare una risposta a queste domande. I prezzi sono influenzati infatti da molti fattori diversi ed anche il più esperto dei trader non riesce sicuramente ad indovinare, al 100%, i movimenti dei prezzi di tutte le valute. L’obiettivo del Forex, infatti, non è quello di aprire in positivo il 100% delle operazioni, bensì trarre un profitto complessivo dalla nostra giornata di trading.

La cosa importante, per intuire l’andamento dei prezzi, è sicuramente quella di rimanere aggiornati e di essere pazienti. Se ad esempio leggiamo che il tasso di interesse negli Stati Uniti sta per scendere, prima di effettuare un commercio su questa valuta, sarà necessario verificare la notizia, attendere una sua conferma e soltanto dopo aprire delle posizioni. Inoltre, bisogna anche pensare al fatto che se una notizia è molto attesa, non crea grande scompiglio sul mercato dal momento in cui viene resa nota, dato che probabilmente avrà già avuto il suo effetto sul mercato. Se invece, ad esempio, il tasso di interesse non si muove secondo le previsioni, allora il mercato potrebbe reagire in maniera imprevista, ed in quel caso sarebbe interessante conglierne le opportunità economiche.

Nel prossimo articolo continueremo a vedere in che maniera e quali strumenti possiamo usare per prevedere i movimenti dei prezzi delle valute Forex.

Investire in mercati stranieri

Investire in mercati stranieri

A volte si potrebbero cercare dei modi alternativi per investire il proprio denaro. Tra le opzioni a nostra disposizione, sicuramente l’investimento in azioni o in obbligazioni, assolutamente classici, l’investimento nel Forex, il grande mercato delle valute, o addirittura la possibilità di investire in mercati stranieri. Se vogliamo provare ad investire a livello internazionale allora le possibilità possono essere davvero interessanti, vediamo come fare.

Tra le possibilità a nostra disposizione ci sono gli ADR, acronimo di American Depository Receipts, che sono dei titoli emessi dalle banche che rappresentano un certo numero di quote di azioni. Sono sicuramente uno dei modi più semplici per investire in grandi marchi stranieri, come ad esempio la Sony.

Un’altra opportunità è quella di investire in fondi di un paese straniero. Questo investimento evita il problema di dover necessariamente aprire un conto in quel dato paese. In alcuni casi, questa tipologia di investimento può essere l’unico modo, per l’investitore individuale, di riuscire ad investire in un determinato paese.

Un altro investimento interessante è quello di scegliere un mercato emergente, come ad esempio India, Messico, Sud Africa, Cina, Corea del Sud, Russia e Brasile. In questo caso la diversificazione del Paese è uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione per poter fare tale investimento.

Se volessimo invece investire direttamente in un altro Paese, allora aprire un account con un broker adibito a questo ci permetterebbe di investire direttamente in vari mercati diversi. Questa scelta ci può esporre al rischio di cambio valute, ma può essere un buon modo per investire denaro

Un’ultima possibilità è quella di investire in azioni straniere quotate negli Stati Uniti. Alcune società straniere preferiscono infatti far quotare parte delle proprie azioni negli Stati Uniti piuttosto che nel loro paese di appartenenza. Ad esempio, essere quotati sul NASDAQ per alcune aziende cinesi sarebbe molto prestigioso, di conseguenza potrebbe essere un investimento migliore rispetto a quello di scegliere direttamente il mercato straniero.

Borse in rosso, giornata da dimenticare

Borse in rosso, giornata da dimenticare

La giornata di ieri per le principali borse mondiali è assolutamente da dimenticare. Tutte le borse, infatti, hanno chiuso in rosso la loro giornata, facendo segnare un record negativo. Iniziando la nostra analisi dai risultati che sono arrivati dalla borsa di Wall Street, vediamo come l’indice Nasdaq ha perso lo 0,75% , il Dow Jones ha chiuso sotto esattamente di un punto percentuale e l’S&P 500 ha lasciato per strada l’1,03%.

L’unico titolo che è andato in verde nella giornata di ieri in USA per quanto riguardo l’ndice Dow Jones è stato quello di Verizon, che guadagna lo 0,42% . Perdono molto la Bank of America, – 3%, e la General Electric, -2,13%.

In Europa possiamo segnalare la diminuzione dell’1,51% da parte dell’indice della borsa di Londra, Parigi chiude in negativo di 1,43 punti percentuali, Francoforte perde l’1,66% e la borsa di Zurigo chiude in rosso dello 1,10%.

Nel nostro paese, invece, Piazza Affari chiude in negativo con l’indice All Share che perde l’1,61% , il Mid Cap l’1,03% , l’FTSE Mib perde l’1,69% e l’indice Star perde lo 0,68%. Tra i titoli più in rialzo vediamo Landi Renzo, che guadagna il 3,34%, mentre Fiat perde il 2%, nei bancari Intesa Sanpaolo chiude in negativo dello 0,82% , Mediobanca perde il 2,78% , Banca Mediolanum chiude in rosso dell’1,87% , Unicredit scende del 2,55% e, nel comparto assicurativo, Unipol chiude con una perdita del 2,39% e Fondiaria con una perdita dell’1,87%.

Intanto in zona Euro si fa molto difficile la situazione della Grecia, il cui paese è sull’orlo della bancarotta. Fitch infatti taglia ancora il rating, portandolo a BBB+ e la borsa del paese perde oltre il 6%. Sulle borse del nostro continente sicuramente anche questa situazione ha influito pesantemente.

USA, ancora difficoltà lavoro

USA, ancora difficoltà lavoro

Il mercato del lavoro americano sta mostrando dei segnali di miglioramento rispetto alla situazione delle settimane e dei mesi passati, ma i rapporti che vengono resi noti suggeriscono che ci sono ancora dei grandi problemi. Il pericolo della perdita di posti di lavoro resta molto forte e si teme che sia le grandi che le piccole imprese possano avere ancora molte difficoltà e possano licenziare ancora.

Attualmente il livello di licenziamenti negli Stati Uniti ha fatto segnare 2,12 milioni di posti di lavoro persi nel mese di ottobre, contro i 2,13 milioni persi del corso del mese precedente. Nonostante questo risultato positivo e del tutto inaspettato, non ci sono grandi prospettive in più per chi non ha lavoro.

Intanto sembra che le piccole imprese prevedono di assumere meno lavoratori nel mese di novembre, mentre le aziende di maggiori dimensioni prevedono solo un lieve incremento delle assunzioni per i prossimi sei mesi.

La relazione del Dipartimento del Lavoro ha mostrato come il numero di nuove possibilità di lavoro negli Stati Uniti è sceso a 2,5 milioni durante il mese di ottobre, contro i 2,6 milioni nel mese precedente. Al contrario, il numero delle assunzioni è sceso a quota 3,9 milioni, arrivando a toccare una quota inferiore ai 4 milioni per la prima volta dallo scorso mese di giugno.

L’impatto che la debolezza del mercato del lavoro ha sull’economia degli Stati Uniti è evidente. La percentuale di lavoratori a tempo pieno è scesa al 65,6% durante il 2008 rispetto al 68,4% del 2007. Per quest’anno le stime non sono certo migliori.

Anche l’ottimismo delle piccole imprese è sceso durante lo scorso mese di novembre, perdendo quasi un punto rispetto alla valutazione precedente, fatta ad ottobre. Tra i fattori che influiscono di più sicuramente una spesa dei consumatori molto debole, l’incertezza circa le tasse, i costi energetici più elevati e le modifiche al sistema sanitario.

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