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» 2009 » dicembre

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Ottima settimana per il dollaro

Ottima settimana per il dollaro

Il dollaro ha toccato il livello più alto, da tre mesi a questa parte, nei confronti delle altre valute mondiali, anche a seguito delle dichiarazioni da parte della Federal Reserve relativamente al miglioramento dell’economia americana e nonostante il fatto che la FED stessa ha fatto sapere di voler tenere bassi i tassi di interesse dei prestiti ancora per un “periodo prolungato”. La FED fa sapere che il deterioramento del mercato del lavoro e la spesa delle famiglie sono due dei punti sui quali bisognerà concentrarsi nei prossimi mesi.

Intanto il valore dell’euro è sceso contro la sterlina, anche in seguito alla penalizzazione del rating della Grecia da parte di Standard & Poor’s.

Uno strategist valutario di Morgan Stanley a Londra ha fatto sapere che “l’atteggiamento positivo da parte degli Stati Uniti e della Fed sono molto importanti per fare in modo che il dollaro acquisti valore e che, di conseguenza, ci sia la possibilità di tenere il rapporto di cambio tra euro e dollaro molto basso”.

Intanto, nella settimana che si è appena conclusa, il dollaro si è apprezzato di quasi 2 punti percentuali nei confronti dell’euro e ha guadagnato quasi mezzo punto nei confronti dello yen giapponese.

Relativamente alle altre valute, il dollaro australiano è stato quello che ha perso di più durante questa settimana contro il biglietto verde, scendendo del 2,5 %. Lo yen è sceso nei confronti del dollaro dopo che la Banca del Giappone ha fatto sapere che non tollererà delle ulteriori diminuzioni dei prezzi al consumo. Intanto il governatore della banca giapponese, Masaaki Shirakawa, fanno sapere che al momento non sono previste delle ulteriori azioni economiche di stimolo.

L’euro ha perso terreno, per una percentuale pari all’1,1 %, anche nei confronti del franco svizzero. La banca centrale elvetica ha fatto sapere che agirà al fine di contrastare “ogni eccesso” di movimento del franco nei confronti dell’euro.

Tipologie di trading intraday

Tipologie di trading intraday

Sappiamo che il trading intraday è quella tipologia di scambio di valute che viene fatta all’interno di un giorno. Il trader apre e chiude le operazioni all’interno dello stesso giorno.

Principalmente ci sono due tipi di trader intraday, gli scalp trader e i momentum trader. Gli scalp trader sono degli operatori Forex che, come dice il nome stesso, operano in scalping, dunque aprono diverse operazioni durante una giornata di trading. Ogni operazione avrà, di per sé, un guadagno molto piccolo. Sommando tutti questi piccoli profitti, a fine giornata, è possibile guadagnare molto denaro.

Il momentum trader, invece, è colui che effettua operazioni al fine di guadagnare molto denaro da una sola operazione. Dunque, le operazioni vengono aperte e chiuse in un periodo di tempo più elevato rispetto a come fa lo scalper.

A livello di rischio, fare scalping porta poco rischio, mentre fare trading su un periodo più lungo comporta un grado di rischio maggiore.

Quale delle due tipologie di trading è più adatta a me? Non c’è una risposta precisa, dato che dipende dalle proprie caratteristiche, anche psicologiche. Noi possiamo dire che se volete fare trading intraday, bisogna considerare due punti importanti: volatilità dei prezzi e volume.

Per volatilità dei prezzi si intende il movimento del prezzo, ovvero la fluttuazione dei prezzi nel periodo di tempo considerato. Se i prezzi si muovono molto, allora sono molto volatili, viceversa se si muovono poco hanno una bassa volatilità.

Il volume rappresenta invece i quantitativi di valute che vengono negoziate. In questo caso conviene che le nostre valute abbiano degli alti volumi di negoziazione. Perché è consigliato? Un volume elevato indica che molti trader stanno operando su quella data coppia di valute, dunque tante sono state le operazioni effettuate verso di essa. Questo consente di avere maggiori possibilità per fare guadagno. Attenzione al fatto che elevati volumi potrebbero portare ad avere anche una maggiore volatilità.

Giappone, tassi ancora al minimo storico

Giappone, tassi ancora al minimo storico

La Banca del Giappone ha mantenuto i tassi di interesse allo 0,1 per cento , a causa della presenza delle diminuzioni dei prezzi e di alcuni segnali di deflazione, che potrebbero compromettere la ripresa economica. E’ stata la decisione presa dalla banca centrale del Giappone, che ha preso in maniere unanime la decisione circa il suo tasso di interesse.

Il Governatore della banca centrale orientale, Masaaki Shirakawa, non hanno fatto sapere nulla di nuovo relativamente alle politiche economiche che il Giappone metterà in atto per aiutare l’economia del paese. Per ora l’ultima notizia è quella del programma di prestiti da 10.000 miliardi di yen, circa 111 miliardi dollari, che la banca ha approvato due settimane fa.

Le previsioni degli esperti del settore, inoltre, dicono che molto probabilmente il tasso di interesse giapponese rimarrà così basso anche per gran parte del 2010. In una relazione della banca centrale, dove si legge che i tassi di interesse rimarranno bassi ancora per lungo, si legge anche che i prezzi al consumo continueranno a scendere fino al mese di marzo 2010.

Susumu Kato, capo economista di Calyon Securities a Tokyo, ha detto che la banca del Giappone ha preso un “impegno de-facto a mantenere l’attuale politica fino a quando i prezzi torneranno a salire”.

Intanto per tentare di ridurre il costo dei prestiti ai consumatori, la banca centrale del Giappone offre agli istituti di credito prestiti allo 0,1 per cento.

Intanto il primo ministro giapponese, Hatoyama Yukio, ha annunciato un pacchetto da 7.200 miliardi di yen durante questo mese, al fine di combattere la deflazione e lo yen forte. Intanto la crescita del paese sta rallentando, tanto che il prodotto interno lordo, durante il terzo trimestre 2009, è aumentato di circa la metà rispetto ai tre mesi precedenti.

Vedremo come si muoverà il Giappone e che effetti avranno tali misure sull’economia del paese del sol levante.

Forex, strategia a 4 candele

Forex, strategia a 4 candele

Questa strategia si basa sull’uso delle candele Forex che vengono create con un time frame di 1 ora. Si tratta sostanzialmente di prendere in considerazione le prime quattro candele orarie del giorno al fine di trovare dei punti di ingresso e di uscita del mercato. Dunque, dobbiamo tracciare delle linee orizzontali sul punto più alto e su quello più basso delle prime quattro candele della giornata odierna di Forex. A questo punto dobbiamo tenere controllare l’indicatore stocastico su un time frame di quattro ore.

Dobbiamo aprire delle posizioni in direzione del trend se il valore del prezzo è maggiore delle indicazioni che ci ridà l’indicatore stocastico, mentre dobbiamo aprire delle posizioni contro il trend se il prezzo è minore rispetto alle indicazioni dello stocastico.

Il target da raggiungere può essere fissato entro i primi 50 o 100 pips al massimo, mentre lo stop loss può essere fissato dall’altra parte del canale formato dalle linee orizzontali tracciate in precedenza. Questa strategia comporta anche la chiusura di tutte le operazioni entro la fine della giornata di trading.

Un modo migliore per poter usare questa strategia di trading Forex è sicuramente quello di usare e di capire perfettamente Fibonacci e i pivot point. Sia Fibonacci che i pivot point ci danno, infatti, delle indicazioni sul momento migliore per poter entrare in un trend e, dato che questa strategia basa molta della sua efficacia proprio su questo assunto, allora fare Forex integrando anche le indicazioni di Fibonacci e dei pivot point potenzia sicuramente le indicazioni della strategia stessa.

Per chi non avesse dimestichezza con questi due strumenti può comunque applicare la strategia delle 4 candele, ricordando in ogni caso che è fondamentale usare sia lo stop loss che il take profit.

L’oro perde terreno

L’oro perde terreno

L’oro ha visto un calo dei prezzi dopo che la Federal Reserve ha fatto sapere che la situazione economica sta migliorando notevolmente ma, al tempo stesso, ha ribadito il suo impegno a mantenere bassi i tassi di interesse. Proprio questa affermazione, nella quale la banca centrale americana ha affermato di voler mantere gli interessi bassi per un periodo prolungato, ha tolto nuova forza al dollaro, già debole ma in crescita.

In un sondaggio condotto da Reuters dopo l’ultima riunione della Fed, la maggior parte degli esperti si aspettano che la banca centrale Usa aumenti i tassi di interesse entro la fine del primo trimestre del 2011. Le differenze su questa tempistica sono legate alle previsioni relativamente alla disoccupazione degli Stati Uniti e al raggiungimento del suo picco.

La crescita del dollaro è stata proprio quella che ha tolto potere all’oro come investimento alternativo e ne diminuito il prezzo. I prezzi sono però stati sostenuti anche dalle aspettative della domanda di oro qualora il prezzo del metallo prezioso scendere fino a 1.100 o anche fino a 1.000 dollari per oncia.

Il prezzo dell’oro in ogni caso è dominato per la maggior parte da tendenza di lungo periodo, mentre non viene influenzato dalle tendenze di breve termine. Al momento in prezzo dell’oro è circa il 7% al di sotto del livello record, che è stato di 1.226,10 dollari.

Rimaniamo in attesa di maggiori informazioni e di novità da parte della banca centrale americana. Quello che è certo è che fino a quando la FED non rialzerà i tassi di interesse il biglietto verde potrebbe non essere più così attraente come lo era in passato, il che potrebbe portare a considerare investimenti alternativi, sia in altri beni, come appunto l’oro, che in altre valute, come ad esempio l’euro o la sterlina inglese.

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