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» 2009 » dicembre

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Dollaro in salita da tre mesi

Dollaro in salita da tre mesi

Il dollaro in questi ultimi giorni è scambiato ai livelli più alti mai avuti durante gli ultimi tre mesi, a riprova del fatto che l’economia americana sta guadagnando slancio, esattamente come aveva detto la Federal Reserve, che tra l’altro ha fatto anche sapere che a breve inizierà a ritirare gli stimoli di mercato. Il biglietto verde ha però guadagnato anche verso le valute ad alto rendimento, come ad esempio il dollaro australiano.

Il franco svizzero ha toccato il suo livello più alto dallo scorso mese di marzo contro l’euro.

Andando a vedere l’andamento dell’indice del dollaro, che viene usato per valutare l’andamento del biglietto verde rispetto alle altre valute, tra cui l’euro, lo yen, la sterlina e il franco, ha guadagnato lo 0,3 per cento.

Secondo alcuni il dollaro continuerà ad invertire le perdite, così come la Fed si muove per rafforzare la politica monetaria del prossimo anno. Effettivamente, la banca centrale americana ha iniziato ad usare il debito delle agenzie per testare un meccanismo senza precedenti di stimolo monetario e per rimuovere un totale di 990 milioni di dollari in un totale di cinque operazioni.

Ora il dollaro, secondo gli economisti, riuscirà a trarre beneficio anche da dati di carattere macro economico positivi. Ad esempio, negli Stati Uniti la spesa personale è aumentata dello 0,7 % durante lo scorso mese di novembre e per il secondo mese consecutivo. Le vendite di case nuove ed esistenti, durante il mese scorso potrebbe aver raggiunto il livello più alto dal maggio del 2007. Dunque notiamo come l’economia USA è molto rafforzata rispetto al passato. Questo mette in evidenza come effettivamente si potrebbe vedere, nei prossimi mesi, un ulteriore recupero del biglietto verde nei confronti delle altre valute, come l’euro e la sterlina britannica.

I passi da seguire per iniziare a fare trading

I passi da seguire per iniziare a fare trading

In questo articolo e nei successivi andremo a vedere alcuni punti che è necessario prendere in considerazione prima di iniziare a fare trading Forex. Se si inizia a fare trading Forex senza alcuna esperienza, molto probabilmente si finirà con il perdere il proprio denaro.

La prima cosa che bisogna tenere a mente è che il Forex non è un modo facile per guadagnare denaro. Come ogni altra cosa, anche in questo settore bisogna lavorare sodo per conoscere la materia e per padroneggiarla, prima di avere la possibilità di fare dei grandi guadagni. La chiave per padroneggiare il mercato del Forex si basa su impegno, pazienza e disciplina.

I trader Forex effettuano delle transazioni basandosi su un insieme di regole. Tali regole sono note come sistema di negoziazione. Questi sistemi indicano l’ora esatta in cui bisogna andare ad operare praticamente nel mercato al fine di realizzare un profitto.

La creazione di un sistema è dunque il primo grande passo necessario da fare. Perché è così importante? E’ necessario costruire un sistema che si adatta alla nostra personalità, altrimenti si sta andando in un terreno difficile da seguire, di conseguenza è difficile trarne profitto. Un sistema Forex può essere senza dubbio basato su indicatori tecnici, noti anche come sistemi meccanici, oppure su sistemi che si basano sull’esperienza e sull’intuizione, noti come sistemi discrezionali. Il consiglio per i principianti è sicuramente quello di usare un sistema meccanico prima di quello discrezionale. Con l’esperienza, nelle fasi successive, sarà possibile scoprire su quali segnali lavorare e quali altri invece conviene evitare.

Nei prossimi articoli andremo a vedere quali sono i passi da fare per iniziare a fare un buon trading. Sicuramente la costante di tutti i passi che descriveremo è la serietà, l’onestà con noi stessi e l’applicazione e lo studio costante.

Fare trading con lo stocastico

Fare trading con lo stocastico

L’indicatore stocastico è uno tra gli indicatori più popolari nel momento in cui si va a fare Forex Trading. Purtroppo la maggior parte dei trader lo usano in modo errato. In questo articolo andremo a vedere come possiamo usare in maniera corretta questo indicatore.

L’indicatore stocastico è stato sviluppato da George Lane alla fine del 1950.  Lo stocastico si compone di due linee:

% K – è la linea principale e di solito viene visualizzata come una linea continua;
% D – è una media mobile di %K e di solito viene visualizzata come una linea tratteggiata

Ci sono tre tipi di indicatori stocastici: stocastico completo, stocastico veloce e stocastico lento.

Come possiamo operare usando lo stocastico? Sostanzialmene, bisognerebbe comprare quando il valore di %K scende sotto il livello di ipervenduto, ovvero sotto 20. Mentre, al contrario, bisognerebbe vendere quando il valore di %K sale nel livello di ipercomprato, ovvero al di sopra di 80.

L’interpretazione operativa appena data è quella usata dalla maggior parte dei trader, tuttavia essa funziona solo quando il mercato è in una fase di trend.

Quando il mercato è in una fase di trend, è necessario adattare l’oscillatore alle condizioni dello stesso. Quando il mercato è in un trend in salita, i segnali con la più alta probabilità di successo sono quelli buy, mentre se il trend è in discesa, allora sono i segnali di vendita che offrono le possibilità di rischio più basso.

Prendendo in considerazione tutti i segnali di ipercomprato e di ipervenduto durante un trend di mercato e valutando il numero di volte in cui abbiamo aperto posizioni giuste contro quelle che abbiamo aperto delle posizioni sbagliate, questo ci porterà a sapere se stiamo applicando correttamente questo indicatore.

Sicuramente lo stocastico è un ottimo indicatore che, se applicato correttamente, ci porta ad avere dei grandi guadagni.

Regno Unito, le vendite di auto a novembre sono in salita

Regno Unito, le vendite di auto a novembre sono in salita

Nel Regno Unito, secondo le cifre che sono state rese note dalla Society of Motors Manufacturers and Traders, SMMT, la produzione delle vetture durante lo scorso mese di novembre è salita rispetto allo scorso anno, come conseguenza del sistema di rottamazione, che ha dato nuova linfa al mercato automobilistico britannico. Parlando di numero, nel Regno Unito a novembre sono state prodotte 112.948 nuove vetture, di cui la maggior parte sarebbero state esportate. Internamente, grazie agli incentivi alla rottamazione pari a 400 milioni di sterline, ci sono stati degli aumenti nella vendita di auto nuove. Sostanzialmente, la rottamazione consente a chiunque di avere fino a 2.000 sterline.

L’aumento fatto registare è il primo dal settembre 2008 e giunge al termine di un anno nel quale i produttori sono stati costretti a chiudere gli impianti, molti posti di lavoro sono stati tagliati e le vendite sono diminuite a seguito della crisi finanziaria.

Tuttavia, dal momento che l’introduzione degli incentivi alla rottamazione ha dato nuova vita al settore della vendita di auto nuove, questo ha permesso ai produttori di automobili di ridurre le loro scorte ed incrementare i livello di produzione. Restano nonostante tutto ancora molte preoccupazioni, soprattutto in merito al momento in cui gli incentivi per l’acquisto di nuove auto finiranno. Si prevede dunque un 2010 difficile per l’industria dell’auto inglese.

Paul Everitt, chief executive di SMMT, “la produzione totale dei veicoli è ancora ben al di sotto dei livelli precedenti. Il 2010 si prevede già come un anno particolarmente difficile da questo punto di vista, sia in Inghilterra che all’estero. È dunque essenziale che i governi continuino a sostenere e a rafforzare la ripresa economica”.

Il 2010 sarà dunque un anno di ulteriori test per i produttori e per i fornitori, con una probabile crescita limitata o dei volumi ridotti.

BCE, le banche subiscono delle perdite

BCE, le banche subiscono delle perdite

La Banca Centrale Europea ha fatto sapere, in un comunicato ufficiale, che le banche della zona europea subiscono delle perdite molto più elevate di quanto si pensasse, soprattutto a causa della loro esposizione verso l’Europa orientale e verso il settore degli immobili commerciali.

Le stime aggiornate di perdita per tutti i prestiti e titoli sono, secondo calcoli fatti dalla BCE stessa, 553 miliardi di euro tra il 2007 e il 2010, il che mette in evidenza la fragilità del recupero della moneta europea. La BCE ha anche fatto sapere che la maggior parte di queste perdite sono comunque state già assorbite.

Il rapporto che la BCE ha reso noto parla anche di un rischio maggiore relativamente alle emissioni obbligazionarie dei governi, viste come un rischio per tutto il sistema finanziario. Ad esempio, in Grecia il mercato obbligazionario è stato molto scosso a causa della penalizzazione del rating creditizio da parte di Standard & Poor’s .

I conti del paese sono in disavanzo del 13% rispetto al suo prodotto interno lordo e ora bisognerà prendere delle decisioni e mettere in atto tutte le misure che siano necessarie per far rientrare il disavanzo in linea con le indicazioni dell’UE.

Tutto questo ci fa capire che i prossimi mesi non saranno facili per le banche delle 16 nazioni della zona euro, che potrebbero continuare ad avere delle ricadute a livello economico.

Inoltre, il rischio delle banche porta anche ad avere un accesso al credito molto difficile per le famiglie e per le imprese. In ogni caso, gli economisti pensato che molto probabilmente i tassi di interesse saranno tenuti a livelli di minimo storico anche per il prossimo anno.

Effettivamente, la situazione per il nostro continente non è così rosea come potrebbe sembrare, ci sono dei segnali di ripresa ma ancora molti punto oscuri da risolvere.

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