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» 2009 » dicembre

I Brokers Consigliati:

Forex Broker: scegliere quello giusto

Forex Broker: scegliere quello giusto

A volte è difficile prendere una decisione su quale broker Forex scegliere come nostro partner commerciale. dato che ne sono davvero tanti. La maggior parte di essi hanno delle caratteristiche diverse, dei punti di debolezza e dei vantaggi, dunque possiamo vedere una lista che può aiutare a decidere il broker da utilizzare nella nostra avventura Forex.

La prima domanda che ci dobbiamo porre e se il broker è regolamentato. Tutti i broker regolamentati devono presentare delle relazioni finanziarie alle autorità di regolamentazione e, se non riescono a farlo, le autorità hanno il diritto di multarli o di terminare la collaborazione. Questo impone al broker di mantenere la massima trasparenza nelle sue relazioni finanziarie.

Il broker deve essere regolato dalle autorità locali di regolamentazione. Ad esempio, per i mediatori con sede negli Stati Uniti, essi devono essere disciplinati dalla NFA, National Futures Association, e dal CFTC, Commodity Futures Trading Commission, mentre quelli svizzeri devono essere disciplinati dal DFF, Dipartimento federale delle finanze, e così via.

Il secondo punto da guardare si riferisce alle condizioni degli scambi. Tra i fattori più importanti vediamo lo spread, dato che minore è la differenza tra i valori di acquisto e di vendita dei prezzi delle valute e migliori sono le condizioni per gli investitori e per gli operatori.

Importante è anche il tempo di esecuzione degli ordini da parte della piattaforma, ovvero il modo con cui sono eseguite le operazioni. Alcuni broker danno garanzia di esecuzioni rapide e trasparenti.

Alcuni broker inoltre permettono agli investitori e agli operatori di fare Forex su base frazionale, ovvero, invece di acquistre dei lotti di negoziazione piena, cioè 100.000 unità, permettono di fare trading anche con mini lotti o con micro lotti.

Infine, è importante la sicurezza della piattaforma, che deve essere protetta da accessi esterni ed indesiderati.

USA, scendono le richieste di sussidi di disoccupazione

USA, scendono le richieste di sussidi di disoccupazione

Il numero di americani che hanno fatto domanda di sussidi di disoccupazione la scorsa settimana è sceso al livello più basso dallo scorso mese di settembre 2008. L’Initial jobless claims è infatti diminuito di 28.000 unità, più del previsto, arrivando a 452.000 nuove richieste nella settimana che si è conclusa il 19 dicembre, contro le 480.000 della settimana precedente. Sono questi gli ottimi dati che sono stati resi noti dal Dipartimento del Lavoro.

Un miglioramento della situazione del mercato del lavoro può sicuramente promuovere il rafforzamento della spesa dei consumatori, che è la maggior parte dell’economia statunitense, e dunque contribuire a sostenere la ripresa. Secondo David Sloan, economista senior presso 4cast Inc. di New York, mentre “è ancora piuttosto difficile per le persone trovare un lavoro, il ritmo dei licenziamenti è diminuito. Le persone che hanno un lavoro dovrebbo essere meno preoccupate di perderlo”.

Intanto questa settimana il presidente Barack Obama ha firmato una legge che contiene una disposizione che garantisce che le prestazioni di disoccupazione non siano smesse durante le vacanze.

L’Initial jobless claims settimanale riflette dunque un calo dei licenziamenti ed un aumento della crescita di posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è intanto sceso al 10 per cento, mentre in precedenza era fissato al 10,2 per cento.

La situazione inizia dunque ad essere migliore per gli Stati Uniti e il mercato del lavoro è sempre stata una delle spine nel fianco dell’economia statunitense dopo l’inizio della crisi economica. Anche Barack Obama e Bernanke, a più riprese, avevano fatto sapere che fino a che non si riuscirà a risolvere il problema della disoccupazione ci saranno problemi e ritardi nell’effettiva ripresa dell’economia.

Staremo a vedere come proseguirà l’andamento nel corso del prossimo anno, dato anche che le previsioni sono per un peggioramento della situazione.

I passi da seguire per iniziare a fare trading, parte 3

I passi da seguire per iniziare a fare trading, parte 3

Concludiamo la serie di articoli sui passi da seguire per avvicinarsi al mercato del Forex andando a parlare di cosa fare dal momento in cui abbiamo superato con successo i primi passi di avvicinamento al trading, ovvero creare una strategia e aprire un conto di prova per testare tale strategia.

Quando siamo in grado di gestire le emozioni e abbiamo visto che la nostra strategia di trading è davvero buona, allora il prossimo passo potrebbe essere quello di iniziare a fare trading sul serio. Bisogna dunque scegliere la tipologia di operazioni con la quale ci sentiamo a nostro agio. Iniziamo prima di tutto ad investire pochissimo e ad aprire delle operazioni che ci fanno investire poco denaro. Se riusciamo senza problemi a riprodurre dei risultati analoghi a quelli ottenuti con un conto demo, allora siamo decisamente pronti per la fase successiva. Se invece non arriviamo ancora a questa fare, allora potrebbe essere necessario rivedere il nostro sistema di trading. Ricordate sempre che per ogni decisione presa nel mercato Forex è necessario fare le cose per bene ed essere onesti con noi stessi.

Se riusciamo a riprodurre i risultati che abbiamo avuto con l’account demo, siamo decisamente pronti a fare Forex in maniera più seria. Bisogna dunque andare avanti e provare, essere fiduciosi in noi stessi e nel nostro sistema di trading, dato che la strategia che abbiamo scelto ha già prodotto dei risultati.

Come possiamo vedere, fare trading con successo non è assolutamente un compito facile, dato che richiede molto lavoro, pazienza, disciplina ed istruzione. La cosa più importante è sempre quella di essere onesti con sé stessi al fine di riuscire ad ottenere i risultati sperati. E’ altrettanto importante non avere mai fretta di diventare ricchi con il Forex, dato che per poterlo essere bisogna aver prima fatto tanta pratica.
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Dollaro USA rimane forte

Dollaro USA rimane forte

Il dollaro è rimasto sostanzialmente inviariato nella giornata di ieri, dopo aver toccato dei picchi di prezzo massimi da oltre due mesi contro lo yen, sostenuto anche dai dati del settore immobiliare Usa e dai rendimenti delle obbligazioni statunitensi, superiori alle attese.

Il crescente ottimismo per l’economia degli Stati Uniti ha spinto la curva dei rendimenti del Tesoro a livelli record, verso il massimo da quattro mesi a questa parte. Tutto questo ha fortemente contribuito all’andamento del dollaro nei confronti dello yen, dato che c’è sempre stata una forte correlazione tra la diffusione dei dati degli Stati Uniti e i rendimenti dei titoli governativi giapponesi.

Effettivamente il trading è stato estremamente debole, dato che alcuni mercati, come quello di Tokyo, sono chiusi per le festività nazionale e altri operatori del mercato sono già in “distacco” per il Natale. L’euro è stato su un andamento pari a 1,4250 dollari, dopo essere caduto in basso in seguito al downgrade del credito della Grecia.

La sterlina inglese rimane al di sotto degli 1,60 dollari, dopo essere scivolata al di sotto di tale livello per la prima volta da oltre due mesi, in seguito alla pubblicazione dei deludenti i dati di crescita del terzo trimestre del Regno Unito. Intanto si attende che la Banca d’Inghilterra possa prendere delle decisioni in materia di politica economica. Gli analisti prevedono che la BoE voterà all’unanimità circa il mantenere i tassi di interesse stabili allo 0,5 per cento. Non dovrebbero dunque esserci dei cambi di politica importanti almeno fino a febbraio, quando si avrà una nuova crescita. La sterlina è scesa dunque al dello 0,1 per cento, a 1,5953 dollari.

Il dollaro della Nuova Zelanda invece è scivolato al minimo da tre mesi, dopo che i dati hanno mostrato l’economia cresciuta solo dello 0,2 per cento nel terzo trimestre.

I passi da seguire per iniziare a fare trading, parte 2

I passi da seguire per iniziare a fare trading, parte 2

Nello scorso articolo abbiamo introdotto quali sono i passi da seguire per iniziare a fare trading Forex.

Il primo passo che dovrebbe fare un novizio del trading Forex è quello di provare il proprio sistema di trading su un conto demo, disponibile praticamente su tutto i broker on line del Forex. Il conto demo è sempre una scelta eccellente per testare il proprio sistema di negoziazione. In questa fase si riesce molto bene a capire se la strategia che abbiamo ideato funziona o meno. L’importante è sentirci “comodi” con quella data strategia, dunque molto più probabilmente si otterranno dei buoni risultati. Quanto tempo bisogna usare un conto di prova? La risposta non è definitiva, non si dovrebbe mai fare il passo successivo, ovvero quello di aprire un conto reale, se non vediamo che con il nostro sistema di trading si ottengono costantemente dei risultati proficui. Questa verifica può ovviamente richiedere diversi mesi, ma è importante essere pazienti.

Inoltre è sempre necessario essere onesti con se stessi e considerare tutti i segnali che il nostro sistema ci rimanda, altrimenti si rischia di creare un sistema che non funziona.

Dal momento in cui vediamo che riusciamo ad ottenere dei grandi guadagni con il nostro account di prova, possiamo iniziare a fare trading sul serio? La risposta dovrebbe essere si, in realtà occorre prendere altro tempo per pensare. Il trading di prova è molto diverso da quello reale. Non a livello tecnico, dato che anche con il conto di prova si opera sui dati Forex reali, ma la differenza più importante si trova sulle emozioni, come ad esempio paura, avidità e rabbia. Queste sono delle barriere psicologiche che influenzano ogni singola decisione. Sono questi fattori emotivi quelli che bisogna imparare a controllare prima di fare trading sul serio.

Nel prossimo articolo termineremo questa interessante discussione, che sicuramente sarà utile a chi vuole iniziare a fare trading Forex.

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