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» 2009 » dicembre

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Borse europee al rialzo

Borse europee al rialzo

La giornata di ieri si è chiusa con una ottima situazione da parte delle principali borse europee, che hanno chiuso tutte in positivo. Iniziando la nostra analisi da Piazza Affari, vediamo che l’indice All Share, che rappresenta tutte le azioni della nostra borsa, ha guadagnato lo 0,84%, il Mid Cap ha invece guadagnato l’1,11% , l’FTSE Mib chiude con un rialzo dello 0,84% e l’indice Star invece porta a casa lo 0,50%.

Tra le aziende che hanno guadagnato di più segnaliamo la Pramac, che guadagna il 5,75% , e la Greenvision, che invece guadagna il 5,50%. Tra i titoli a maggiore capitalizzazione vediamo un guadagno della GEOX, che segna un + 3,32%, Unipol guadagna l’1,90% , Tenaris l’1,83% e la Banca Intesa Sanpaolo invece porta a casa l’1,68%. Perdono invece i titoli di Finmeccanica, – 0,27%, quelli di Enel, – 0,25% , Mondadori, – 0,24% e Lottomatica , – 0,07%.

Vedendo invece la situazione delle altre borse europee, segnaliamo un guadagno dello 0,56% da parte della borsa di Londra , mentre quella di Parigi segna un + 0,88% e la borsa tedesca di Francoforte segna invece un guadagno dello 0,76%. In lieve rialzo anche la borsa di Zurigo, che segna un guadagno dello 0,17%. In Inghilterra i titoli che hanno fatto segnare il rialzo maggiore sono quelli della Royal Bank of Scotland, con un guadagno del 3,13% , e della Tullow Oil, che invece guadagna il 2,29%.

Il positivo anche la borsa USA, con tutti gli indici americani che guadagnano e si portano avanti di qualche punto. Inizio settimana dunque in ottimo andamento per le borse mondiali, che stanno iniziando a recuperare dopo la grande crisi economica mondiale.

Prezzi delle case, nel Regno Unito saranno in discesa

Prezzi delle case, nel Regno Unito saranno in discesa

L’aumento della disoccupazione, il reddito delle famiglie e un’economica che di base è ancora molto debole,  sono tutte cause che rischiano di spingere i prezzi delle case del Regno Unito a livelli ancora più bassi rispetto a quelli che sono stati registati durante questo anno. A rendere noto questo timore è stato il gruppo di ricerca Hometrack. Il gruppo prevede che i prezzi delle case scenderanno almeno dell’1% nel 2010 dopo che invece questo anno era stato segnalato come quello di una possibile crescita.

Il direttore del gruppo di ricerca di Richard Donnell afferma che “mentre la crescita economica dovrebbe salire nel 2010, l’aumento della disoccupazione e la lenta crescita dei redditi delle famiglie agiranno come un freno sulla domanda.” Sempre secondo Donnello “una ripresa sostenibile e su larga base del mercato immobiliare ha bisogno di una base più ampia di acquirenti”.

Nel corso dell’ultimo anno, infatt, le agenzie immobiliari inglesi hanno registrato un aumento del 41% della domanda, mentre a Londra la cifra ha raggiunto addirittura il 70%.

Le regioni che hanno visto il maggior incremento di domanda hanno anche registrato la crescita più forte relativamente alla determinazione dei prezzi. Dunque soprattutto a Londra.

Secondo l’ultima relazione che è stata presentata dal gruppo di ricerca, il prezzo mensile delle case durante il mese di dicembre è sceso del 1,9% rispetto ai prezzi di un anno fa.

Le previsioni di Hometrack contrastano tuttavia con le prospettive relativamente ai prezzi delle case per il 2010 fatte dal Centro per l’Economia e Business Research. La previsione è che la crescita dei prezzi delle abitazioni sarà moderata, ma che entro la fine del prossimo anno i prezzi delle case saliranno tra il 2 e il 4%.

La situazione non è tuttavia rosea, dato che il drammatico crollo del settore dell’edilizia negli ultimi due anni avrà delle ripercussioni sui prezzi delle abitazioni per i prossimi cinque anni.

Fare Forex oltre gli indicatori

Fare Forex oltre gli indicatori

Gli indicatori svolgono un ruolo molto importante nella definizione delle metodologie di trading per la maggior parte dei trader forex professionisti. Questi indicatori svolgono sempre un ruolo fondamentali per un trading di successo, tuttavia molti trader vi pongono un accento troppo forte, anche eccessivo.

Mentre l’uso degli indicatori è un elemento importante nelle metodologie di trading, l’uso eccessivo di indicatori è una delle cose che possono fermare un trader alle prime armi. Non bisogna mai fidarsi ciecamente degli indicatori. Perché? Perché sono bugiardi. Creano infatti un falso senso di sicurezza e fanno pensare di avere un grande vantaggio rispetto al mercato, tanto che crediamo si sapere qualcosa che gli altri non sanno.

Per poter essere un operatore forex efficiente è molto importante guardare a ciò che la maggioranza degli operatori guardano, ovvero al supporto e alla resistenza. Quasi tutti i sistemi usano i supporti e le resistenze solo in una certa misura, mentre sono decisamente il nostro indicatore numero 1.

Utilizzare un sistema di trading che sia incentrato intorno al supporto e alla resistenza ci offre molti vantaggi, in primo luogo quello di riuscire a prendere delle operazioni nei momenti in cui il mercato ha già reagito in precedenza, usando quella che si chiama la memoria del mercato. In secondo luogo si limita il numero di operazioni eseguite in aree deboli e a rischio. In terzo luogo, concentrandoci sul livello di supporto e di resistenza semplifica notevolmente il nostro approccio alla negoziazione.

Gli indicatori possono aggiungere un valore immenso al nostro trading, ma solo se utilizzati in modo appropriato. Il supporto e la resistenza sono il cuore di un metodo di negoziazione, mentre gli indicatori dovrebbe essere sono un accessorio al nostro trading.

Ecco dunque il consiglio di non focalizzarsi eccessivamente sugli indicatori se non vogliamo avere delle false indicazioni e aprire posizioni sbagliate.

Il trading, un gioco mentale

Il trading, un gioco mentale

Quando si vuole fare Forex bisogna necessariamente imparare le basi della materia, prima di avventurarsi in questo nuovo settore e sperare di avere successo. Ma fare Forex non significa solamente essere tecnicamente preparati, dato che il Forex è anche un “gioco” di psicologia, e bisogna essere mentalmente preparati a questo settore. E’ necessario dunque modificare il proprio atteggiamento mentale, passando da quello di una persona normale a quello di uno speculatore. La maggior parte di coloro che operano sul trading passano tutto il loro tempo cercando di imparare la parte più facile del trading, ovvero quella della lettura dei grafici e dell’analisi con gli indicatori. Il trading è prima di tutto un gioco di mente, senza avere dunque quel giusto stato d’animo non si riesce a fare Forex come si deve. La formazione mentale dei trader è il primo passo da fare per qualsiasi trader che voglia avere successo, anche se quasi tutti i nuovi trader trascurano questa parte, il che spiega perché oltre il 95% di essi hanno un fallimento a lungo termine.

Acquisire le conoscenze di mercato non è difficile e dopo del tempo di studio del mercato è possibile acquisirle correttamente. La parte difficile è tuttavia il processo decisionale, che è la ragione principale che distingue il successo dal fallimento degli operatori. Alcuni trader trovano facile prendere decisioni, mentre altri pensano a questa cosa come una cosa molto difficile e complessa.

Il gioco mentale entra in campo, ad esempio, nel momento in cui si lasciano aperte delle posizioni durante la notte e non si riesce a dormire perché, anche se siamo in profitto e il nostro sistema di trading ci dice di continuare verso quella direzione, non c’è alcuna garanzia che il profitto non si trasformi in una perdita, anche all’improvviso, semplicemente perché accade qualche cosa di non atteso.

Vedremo in una serie di approfondimenti come poter lavorare mentalmente per riuscire a fare un trading Forex assolutamente migliore.

USA, recupero del settore immobiliare

USA, recupero del settore immobiliare

L’economia statunitense sta mostrando dei segnali di recupero, ma nonostante questo i dati sulla vendite delle nuove abitazioni hanno sottolineato come le preoccupazioni relative all’andamento dell’economia da parte del Governo potrebbero trovare riscontro pratico, soprattutto a partire dal prossimo anno, quando non ci saranno più gli effetti degli stimoli governativi.

La vendita di case di nuova costruzione è scesa dell’11,3% durante lo scorso mese di novembre. Fino ad ora l’aumento delle vendite degli alloggi è stata finora in gran parte sostenuta dai programmi di governo, che sollevano delle questioni di sostenibilità del mercato, in quanto questi programmi giungeranno alla fine durante il prossimo anno.

Secondo Barlcays Capital “la crescita potrebbe rallentare rispetto al ritmo attuale, a seguito delle spinte fiscali del governo, anche relativamente ai salari, cosa che è stata in grado fino ad ora di fornire un supporto alla spesa dei consumatori.

La spesa dei consumatori, infatti, è cresciuta durante il mese di novembre per la quinta volta durante gli ultimi sei mesi, tranne nel mese di settembre, dopo la fine degli incentivi governativi al settore delle automobili. Proprio la spesa dei consumatori ha guadagnato lo 0,5% durante il mese di novembre rispetto al mese precedente. Anche dopo l’aggiustamento dovuto all’incremento dell’inflazione porta ad un aumento dello 0,2% di questo indicatore.

Fino ad ora la situazione della vendita delle case è stata sostenuta molto da un credito d’imposta di ben 8.000 dollari per coloro che acquistavano la prima casa. Le aspettative che tale possibilità non sia più sfruttabile fa paura e si teme, infatti, un calo delle vendite delle case durante il prossimo anno.

Però a portare ottimismo in questo settore c’è il numero di case di nuova costruzione che non sono state vendute, il calo per il 31esimo mese di seguito.

Il settore immobiliare è sempre stato una delle spine per la ripresa economica USA, ora vedremo se il prossimo anno ci saranno delle novità o meno.

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