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Forex, minimizzare le Perdite

Forex, minimizzare le Perdite

Sappiamo che nel Forex è importante riuscire a lasciare le posizioni che ci portano profitti di esecuzione, per poterli massimizzare. E’ allo stesso modo importante anche l’operazione contraria, ovvero minimizzare le perdite. Questa è una cosa che può essere molto difficile da fare, allora stesso modo di capire quali operazioni lasciare aperte per massimizzare i nostri profitti, ma proviamo a capire come fare.

Se non stiamo attento, il mercato del Forex ci farà rimanere in poco tempo senza denaro, dato che questo mercato ci permette dei guadagni potenzialmente illimitati, ma allo stesso modo ci può far perdere molto denaro. Prima di entrare in una operazione si dovrebbe sapere esattamente quanto si è disposti a perdere. Questo valore è la nostra perdita massima.

La perdita massima è dunque la quantità maggiore di capitale che si è disposti a perdere su uno qualsiasi degli scambi che mettiamo in essere. Per una buona riuscita del trading Forex, la nostra perdita massima dovrebbe essere sempre impostata come una piccola percentuale del totale del capitale, in maniera che anche avendo una serie di perdite, potremo continuare a negoziare. Per fare un esempio pratico, possiamo dire che se un traeder ha un capitale di 2.000 dollari, è possibile decidere di fermare la propria perdita massima a 200 dollari per ogni transazione. Anche con tre perdite di seguito, il suo capitale sarebbe ridotto a 1400 dollari, in ogni caso ancora ottimo per poter operare e recuperare le perdite avute.

Nessun trader riesce ad aprire correttamente il 100% delle loro posizioni, ed oltre il 95% di essi termina la propria esperienza Forex perché ha perso tutto il denaro investito perché non è stata determinata, magari per inesperienza, la perdita massima, né perché è stato fissato un prezzo di uscita, che andremo a valutare nel prossimo approfondimento.

FED, l’importanza di essere indipendente

FED, l’importanza di essere indipendente

E’ assolutamente importante che la Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, preservi la sua completa indipendenza se si vuole ottimizzare i tempi di risposta ad eventuali eventi futuri, come ad esempio il rialzo dei tassi di interesse. A farlo sapere è il presidente della Federal Reserve Bank di Filadelfia, Charles Plosser.

Riprendendo un vivace difesa che ha fatto il presidente della Fed Ben Bernanke, relativamente all’importanza di mantenere l’indipendenza da parte della Fed, mirando a muoversi verso il Congresso degli Stati Uniti relativamente alla riduzione dei poteri della Fed, Plosser ha detto che il problema cruciale di come e quando la Fed debba rimanere indipendente, si basa sul suo attuale potere di stimolo monetario.

La Fed prende infatti sempre delle decisioni molto difficili, soprattutto relativamente alla scelta di quando sarà il momento giusto per alzare i tassi di interesse. E’ proprio per questo che l’indipendenza della FED è così importante, continua ad affermare Plosser. Al momento il FOMC, tramite una votazione unanime, ha confermato la decisione di voler mantenere il tasso di interesse attuale in un range compreso tra lo 0% e lo 0,25%.

Parlando della crescita americana, Plosser scommette che nei prossimi mesi ci sarà un incremento del 3% annuale durante i prossimi due anni.

Relativamente alla questione dell’andamento della valuta americana, il dollaro, Plosser ha suggerito di non essere eccessivamente preoccupati.

Effettivamente le decisioni della Federal Reserve dovrebbero essere il più indipendenti possibile, anche per garantire la massima prontezza di risposta e la massima effecacia delle decisioni della FED stessa.

Staremo a vedere in che senso si muoverà nei prossimi giorni questo dibattito. Nel settore del Forex stiamo attenti ai movimenti del dollaro, che potrebbe essere molto influenzato da questa discussione.

La Banca centrale del Giappone adotta delle misure per far salire l’economia

La Banca centrale del Giappone adotta delle misure per far salire l’economia

Cedendo alle pressioni da parte del governo, sembra che la banca centrale del Giappone a partire da oggi immetterà sul mercato dei fondi a breve termine, in maniera da rilanciare nuovamente il prestito e dare respiro all’economia del paese nipponico. Nonostante l’ordine da parte del governo, la banca ha rifiutato di aumentare i propri acquisti di titoli di Stato. Ovviamente si sono già scatenate le idee riguardo la mancata accettazione di questa indicazione.

Il primo ministro giapponese Hatoyama Yukio ha più volte messo in allerta sul fatto che il ritorno della deflazione e di una moneta dal valore molto alta rischia di spazzare via la ripresa economica che il Giappone ha conosciuto durante gli ultimi due trimestri. Lo yen infatti è salito al livello massimo contro il dollaro da oltre 14 anni.

Intanto la paura della deflazione potrebbe trascinare la crescita economica del Giappone ancora in territorio negativo. Il paese si sta ancora riprendendo dalla fase di recessione più profonda che ha conosciuto durante gli ultimi decenni.

Tentando di dare un appiglio alle banche, la Banca del Giappone ha deciso di dare 10 miliardi di yen, circa 115 miliardi dollari, in prestiti a breve termine alle banche commerciali, al fine di rafforzare la loro liquidità. Questi prestiti porteranno un tasso di interesse fisso dello 0,1 %.

In un comunicato ufficiale, la Banca del Giappone afferma che “l’economia giapponese è in fase di ripresa ma non ha ancora possibilità di sostenere in maniera autosufficiente il totale recupero”.

La Banca del Giappone aveva già espresso dei dubbi sulla necessità di mettere una ulteriore liquidità nell’economia, in maniera da stabilizzare i prezzi al consumo e il calo della disoccupazione. Tuttavia, con i tassi di interesse già vicini allo zero, la banca ha ben poche opzioni.

Intanto il governo è sempre più appoggiato sulla banca centrale e sulla sua operatività.

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